Al Comune di Latina “quota” 110, in commissione incarichi “extra”. Scintille

Quirino Volpe e Paola Briganti

Quota 100? Al Comune di Latina “quota” 110. Non parliamo di pensioni e neanche di voti di laurea, ma del ricorso ai contratti a tempo determinato che il Testo unico degli enti locali, articolo 110, prevede per posti di qualifica dirigenziale o di alta specializzazione, stabilendo nel primo caso il limite del 30% dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica e, comunque, per almeno una unità, e nel secondo caso il limite 5% del totale della dotazione organica della dirigenza e dell’area direttiva e, comunque, per almeno una unità. Di tutto ciò se ne è parlato oggi nella commissione Affari istituzionali, presieduta dalla consigliera di Latina Bene Comune Marina Aramini.

A richiedere il punto, con focus sui contratti ex articolo 110 comma 2, quelli di alta specializzazione, è stata la consigliera dem Nicoletta Zuliani al fine di comprendere le modalità che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Damiano Coletta ha adottato per cogliere l’opportunità della contrattazione 110, storicamente legata al mandato elettorale del primo cittadino. Presenti per l’audizione il vice-sindaco Maria Paola Briganti, con delega al Personale, e il dirigente del servizio al Personale, un 110 comma 1, Quirino Volpe.

A che “quota” sta il Comune di Latina? Sono cinque le figure di alta professionalità extra-organico che l’amministrazione ha istituito: quelle per l’Abc, il Teatro e il palazzetto, il Suap, l’Ufficio di Piano e l’Antimafia. Individuate le prime tre, al dottor Diego Vicaro, agli architetti Elena Micheli e Stefano Gargano, sono in corso di definizione le altre due. Va detto che alle cinque posizioni di alta specializzazione va aggiunta, restando nel comma 2, la dirigenza recentemente assegnata a Vicaro per il Patrimonio, afferente al servizio Decoro, Bellezza e Beni Comuni. Incarico che lo vedrà presto lasciare l’alta specializzazione per l’Abc che quindi dovrà nuovamente essere riassegnata.

Quattro attualmente i contratti da dirigente di Servizio, ex articolo comma 1: architetti Umberto Cappiello, Micol Ayuso, Giuseppe Bondì, e il dottor Quirino Volpe, a capo di altrettanti servizi con incarichi aggiuntivi ad interim. In corso la definizione per il dirigente dell’Urbanistica, sempre con contratto ex articolo 110, comma 1.

Tornando ai contratti comma 2, all’ordine del giorno, il vice-sindaco Briganti ha spiegato opportunità e limiti del 110 comma 2, selezionati mediante interpello interno e colloquio con il sindaco, segretaria generale e componente dell’Oiv. In caso di assenza di candidature o di candidature senza requisiti si procede con un avviso pubblico. Per quanto riguarda il trattamento economico, chi ricopre un incarico di alta specializzazione ha diritto ad un’indennità aggiuntiva allo stipendio di 15mila euro all’anno, oltre al “premio” per gli obiettivi raggiunti. La scelta di ricorrere agli incarichi di alta specializzazione – ha precisato il vice sindaco – consente di affrontare situazioni emergenziali nell’ambito amministrativo. E ha fatto l’esempio del teatro, affrontato inizialmente come una normale per quanto straordinaria manutenzione. Ma le criticità emerse via via hanno imposto un cambio di rotta, dedicando un funzionario al tema specifico.

Dopo l’esposizione del vice sindaco è intervenuta la consigliera Zuliani per illustrare una sua breve relazione, depositata agli atti della commissione Affari istituzionali. L’esponente del Partito democratico ha affermato che l’esame delle candidature dovrebbe essere affidata a competenze gestionali, come stabilisce la normativa di riferimento, e non politiche come invece attuata dal Comune di Latina. La presenza della segretaria generale in altre parole non farebbe testo, se si tratta ad esempio di verificare la candidatura per i lavori al teatro occorrerebbe come minimo un ingegnere o un architetto. “In caso di incarichi ex art. 110, comma 2 assegnati a personale esterno, da chi viene accertata e attestata l’assenza di professionalità interne?”, ha domandato, aggiungendo infine che la legge prevede per la scelta della candidatura una prova orale e non un colloquio con il sindaco.

La consigliera si è poi soffermata sul fattore extra. “Quando si parla di extra-organico significa che le funzioni previste per quella figura non sono funzioni e obiettivi già presenti nel Peg in capo ad un dirigente dell’Ente. Ma allora come è stato possibile prevedere un incarico comma 2 per il Suap (già presente negli obiettivi del servizio Attività produttive) o per l’Antimafia (già di competenza della segretaria direttrice generale responsabile dell’Anticorruzione?. La consigliera ha poi chiesto con quali criteri saranno valutati gli obiettivi raggiunti dalle singole alte professionalità.

Il vice-sindaco Briganti ha risposto parzialmente alle domande. Ha detto, ad esempio, che riguardo agli obiettivi, questi sono insiti nell’incarico conferito. Ha riferito che l’alta professionalità per l’Antimafia non va intesa come una duplicazione delle funzioni in capo alla segretaria generale: la scelta di dedicare altra figura è insita nella volontà dell’amministrazione di essere più ficcante nel controllo sugli appalti attraverso la ricerca di protocolli che vanno oltre quelli della Prefettura.

Briganti ha concluso il suo intervento di replica, riservandosi di riferire in una successiva seduta di commissione per opportuni approfondimenti.

Le osservazioni di Zuliani sono state “ribattezzate” dalla maggioranza come un’ossessione manifesta (espressione della presidente Aramini). Come a dire che fa troppo le pulci. Secca la replica della dem che ha detto che in questa consiliatura si è trovata a ripetere le stesse cose dette nella precedente, con la medesima attenzione. Ne è nato un battibecco politico. Il consigliere Emanuele Di Russo di Lbc, rivolgendosi alla commissaria di opposizione, le ha chiesto se avesse una best practice da offrire alla maggioranza. E lei: è quella vostra, visto che ancora ci credete. “Con questo comportamento stai agevolando il ritorno della destra in Comune”, altra bordata alla consigliera del Pd. “E no cari miei – ha replicato duramente – se torna la destra la colpa è la vostra che non siete stati capaci di amministrare. Non potete addossare a me il vostro fallimento. Io sto lavorando ad altro”.

Scintille in un caldo mercoledì di giugno all’ombra del personale e di una macchina amministrativa sottoposta a continui scossoni.

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