Approvata la legge sul caporalato, la sperimentazione era partita a Latina

Qualche giorno fa il Consiglio del Lazio ha approvato la legge sul caporalato: “Disposizioni per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura”. Il testo è una sintesi delle proposte presentate dalla Giunta regionale, si pone a difesa di una categoria di lavoratori particolarmente esposta allo sfruttamento e pone le basi per un modello virtuoso in agricoltura.

Alcune delle azioni previste ne documento sono già state avviate quest’estate in forma sperimentale nella provincia di Latina, dimostrando la validità di alcune scelte, come quelle per favorire il corretto incontro tra domanda e offerta di lavoro e come l’attivazione di una rete di trasporto con linee dedicate. Intervento, quest’ultimo, reso possibile grazie al fattivo impegno dell’assessore alla Mobilità, Mauro Alessandri.

“Per contrastare il caporalato – ha detto Claudio Di Berardino – occorre aggredire il fenomeno con una moltitudine di interventi. Come istituzione dobbiamo costruite una rete virtuosa per valorizzare le imprese sane e rendere vantaggioso il rispetto delle regole. Sul fronte del contrasto, infine, continueranno le forme di collaborazione con le Prefetture anche con l’attivazione di nuovi protocolli”.

“Questa legge è un intervento normativo straordinario – ha spiegato l’assessore all’agricoltura Enrica Onorati – che ha coinvolto istituzioni, forze sociali, mondo imprenditoriale e che, in un momento storico come l’attuale, rappresenta un segnalo preziosissimo a tutela dei più deboli e in difesa dei diritti e dei principi sociali. Appare evidente che una legge da sola non basta, ma la strada che abbiamo tracciato oggi è inequivocabile per salvaguardare i lavoratori e sostenere tutte quelle aziende che, operando nella correttezza, garantiscono sviluppo economico e benessere sociale. Abbiamo deciso di partire dal mondo agricolo per puntare a rafforzare tutti i settori produttivi del nostro sistema economico”.

“La legge per il contrasto al caporalato in agricoltura – ha detto Zingaretti – fa del Lazio un modello di riferimento su come si possa intervenire concretamente a difesa dei lavoratori più esposti alle situazioni di irregolarità e di lavoro sommerso, sostenendo nel contempo le aziende virtuose. Per combattere il fenomeno è necessario l’apporto di tutti, istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali e associazioni del terzo settore. Il pregio della nostra legge sta anche in questo: aver delineato un sistema organico che coinvolge e impegna tutti questi soggetti, fino a interessare i cittadini – consumatori con campagne di informazione per scelte più consapevoli. Non ultimo, sono state introdotte delle forme di protezione per i soggetti che denunciano lo sfruttamento, perché è giusto che un’istituzione si faccia carico di chi si espone personalmente anche nell’interesse della collettività”.

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