Il futuro di Aprilia Multiservizi torna al centro dello scontro. Dopo un’assemblea con i dipendenti, FP CGIL, CISL FP, FeLSA CISL e UIL FPL hanno deciso di portare la protesta fuori dall’azienda e nelle sedi istituzionali: nei prossimi giorni sono previsti due sit-in, davanti al Comune di Aprilia e sotto la Prefettura di Latina. Sul tavolo c’è la scelta dei commissari di andare verso l’esternalizzazione di alcuni servizi, come pulizie e parcheggi a pagamento, una strada che i sindacati contestano da tempo.
Tra i lavoratori il clima è di forte incertezza. La prospettiva di affidare all’esterno attività che oggi sono gestite dalla municipalizzata viene letta come un passo ulteriore verso la liquidazione dell’azienda, già avviata con le delibere degli anni scorsi. Secondo le organizzazioni sindacali, non si tratta solo di una questione occupazionale: l’operazione rischierebbe di tradursi in un aumento dei costi per il Comune e, di conseguenza, per i cittadini.
Un punto su cui i rappresentanti dei lavoratori insistono è quello dei conti: Aprilia Multiservizi, ricordano, ha chiuso finora i bilanci in attivo, reinvestendo le risorse per migliorare i servizi. Per questo parlano di una scelta che non tiene conto dei numeri e che mette a rischio un modello che, almeno finora, ha retto. A pesare è anche il metodo: i sindacati lamentano di non essere stati coinvolti nel percorso decisionale e giudicano inaccettabile che si decida del futuro di decine di famiglie senza un confronto preventivo.
Nelle ultime settimane, durante un incontro tra Commissione Straordinaria, dirigenti comunali e liquidatori, era emersa l’ipotesi di rinviare il subentro del nuovo gestore. Un rinvio che per i sindacati dimostra come la partita sia ancora aperta e che rafforza la scelta di scendere in piazza per chiedere chiarezza e garanzie.
C’è poi il nodo dei lavoratori in somministrazione, in particolare quelli della società Umana, che con le nuove modalità di impiego si sono visti ridurre l’orario a 24 ore settimanali. Una situazione che preoccupa soprattutto nei servizi legati alla scuola, dove le ore di assistenza sono stabilite nei piani educativi individualizzati e certificate dalle strutture sanitarie.
Il messaggio che arriva dai lavoratori è diretto: non vogliono che a pagare siano ancora una volta loro e le loro famiglie, né che i servizi pubblici vengano ridimensionati in nome di un risparmio che, sostengono, rischia di rivelarsi solo apparente. In assenza di risposte alle richieste di incontro già inviate ai commissari, la protesta ora si sposta davanti alle istituzioni, con l’obiettivo di rendere pubblica una vertenza che, Aprilia, riguarda molto più di una singola azienda.









