Oggi siederà alla sinistra di Spalletti, ma il suo futuro è tutt’altro che a tinte bianconere. Mattia Perin non è mai stato così vicino alla cessione. Il pontino vuole giocarsi le sue carte all’apice della maturità calcistica – d’altronde la carta d’identità recita 1992 – e le sole 9 presenze in campionato della scorsa stagione non lo lasciano tranquillo.
L’arrivo di Vicario, portiere in cerca di rilancio dopo un’annata difficile in quel di Londra, sponda Tottenham, taglia fuori Perin da ogni possibilità di ottenere minutaggio. La vecchia signora, poi, punta all’abbassare l’età media della rosa, con Grabara già bloccato e in attesa dell’uscita del pontino.
Intanto, la gaffe di Inzaghi in conferenza stampa certifica quello che molti quotidiani scrivono già da giorni: Perin si prepara a vestire di rosanero, portando esperienza e qualità in una rosa pronta al grande salto, al ritorno nel calcio che conta.
Il recap della carriera
Dalla Scuola Calcio Nuovo Latina Isonzo alla Serie A: Perin ha vissuto il sogno di tanti bambini dei campetti di provincia, giungendo nella massima serie italiana. Con la Juve inizialmente l’amore non era sbocciato, tanto che nel 2019 fu vicinissimo il suo approdo al Benfica. Poi, il club portoghese bloccò tutto per le condizioni fisiche del giocatore, che riuscì a rilanciarsi proprio a Torino. Il ritorno in prestito all’ombra del “Ferraris” gli permette di riprendere confidenza tra i pali e la Juve lo sceglie come secondo di esperienza da affiancare a Szczęsny prima e Di Gregorio poi. Poche chance per prendersi la porta in via definitiva, ma ora lo stimolo di riagguantare in mano la propria carriera lo ha chiamato e Mattia, senza esitare, ha risposto presente.
Articolo a cura di Francesco Marigliani









