Il caldo estremo non rappresenta più soltanto un’emergenza ambientale, ma una vera e propria questione di salute pubblica. È quanto sostengono la consigliera comunale Loretta Isotton e la segretaria di Latina Bene Comune Elettra Ortu La Barbera, che richiamano i dati del Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera del Ministero della Salute.
Secondo Lbc, durante l’ondata di calore di luglio si è registrato a Latina un incremento del 59% dei decessi tra gli over 65 rispetto ai valori attesi nella settimana più critica. Un dato che, pur non attribuendo automaticamente ogni decesso alle alte temperature, viene indicato come un segnale da non sottovalutare.
Per il movimento civico è necessario ripensare le politiche urbane in funzione dell’adattamento climatico, puntando su una maggiore copertura arborea, sulla tutela del verde esistente, sulla desigillazione del suolo e sulla realizzazione di spazi urbani più ombreggiati e permeabili.
Lbc evidenzia inoltre la necessità di una mappa climatica della città per individuare le aree maggiormente esposte alle isole di calore, oltre alla creazione di una rete di “rifugi climatici” destinati ad anziani e persone fragili durante le giornate più critiche.
Tra le proposte avanzate figurano anche il potenziamento del soccorso idrico per le nuove alberature, la valorizzazione del Parco Urbano Acque Medie, la tutela della biodiversità, la prevenzione degli incendi e il coinvolgimento di cittadini e associazioni nella cura del verde pubblico.
«Il verde urbano non è più soltanto decoro e la mobilità sostenibile non riguarda solo il traffico – concludono Isotton e Ortu La Barbera – ma sono strumenti di salute pubblica. La domanda da cui partire è una sola: Latina ha una strategia complessiva per affrontare il cambiamento climatico?».









