Discarica Borgo Montello, Coletta cala la carta per impedire la riapertura

L'assessore Roberto lessio e il sindaco Damiano Coletta

Il sindaco di Latina Damiano Coletta si riappropria dell’autorità sanitaria di primo cittadino, responsabile della salute pubblica. Sarà questa la carta aggiuntiva da giocare sul tavolo regionale nella seduta decisiva della conferenza dei servizi per l’esame dell’autorizzazione richiesta dalla società Ecoambiente, per il recupero di 38mila metri cubi di rifiuti da abbancare nella discarica di Borgo Montello, lotto B.

La conferenza prevista per domani 22 gennaio è stata rinviata al prossimo 5 febbraio, ma lui non lo sa ancora. Glielo ha detto il giornalista Bernardo Bassoli nel bel mezzo dell’incontro pubblico di questa sera organizzato al centro sociale di Borgo Bainsizza.

“Ho sentito l’esigenza di incontrarvi – aveva detto poco prima il sindaco – per spiegare quello che è accaduto e di questa assurda ipotesi di riapertura della discarica. Ieri ho incontrato i comitati con i quali mi sono confrontato sul da farsi. Ci opporremo con gli atti, in primis con la relazione della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, resa nota a dicembre 2017. Poi abbiamo i pareri negativi dell’Arpa, della Asl, della Provincia di Latina e del Comune resi nel corso della conferenza dei servizi da noi indetta per la verifica della bonifica della discarica che si è conclusa a dicembre 2019. La relazione della commissione d’inchiesta del 2017, che invito tutti a leggere, ci dice che il sito è inquinato da rifiuti tossici, si parla di criminalità organizzata. Questa discarica ha condizionato la storia di Latina e la storia politica del territorio. La nostra volontà politica di dire no alla riapertura è supportata da atti e domani in quanto sindaco, responsabile della salute pubblica, sosterrò che su un sito inquinato, caratterizzato da sostanze cancerogene come il cloroformio, non è possibile abbancare ulteriori rifiuti pericolosi per la salute dei residenti”.

“Questo territorio ha pagato alto il prezzo della presenza della discarica – sono sempre le parole del sindaco -; la discarica è una delle storie più brutte di Latina. Anzi la più brutta. Mi opporrò ad ogni ipotesi di riapertura”.

Coletta è un fiume in piena, afferma che alcuni residenti con la discarica ci hanno rimesso la vita. “Troppi” dice Carla Piovesan dal pubblico. E allora il sindaco si corregge e dice “troppi morti”. E il fiume in piena di Coletta lo porta a spaziare fino a Colleferro, dove è stata chiusa la discarica, per prendere ad esempio un consorzio tra Comuni nato per affrontare il ciclo dei rifiuti. E attacca la Regione: “Che fanno ora, chiusa la discarica di Colleferro vogliono riaprire quella di Borgo Montello? E no. Noi lo impediremo in ogni modo”.

Coletta spiega perché fino a pochi giorni fa era sereno: “A luglio abbiamo parlato con l’assessore regionale Massimiliano Valeriani, un incontro informale, sia ben chiaro, e ci aveva rassicurato che la discarica non sarebbe stata riaperta. Poi la stessa Regione indice la conferenza dei servizi per la valutazione del progetto di Ecoambiente, risalente al 2018. Noi ci siamo opposti e abbiamo aggiornato la conferenza sulla bonifica e il 9 dicembre la stessa si è conclusa con la presa d’atto che la bonifica non era stata completata e che quindi non era possibile abbancare ulteriori metri cubi di rifiuti. Ma evidentemente l’emergenza rifiuti a livello regionale ha rimesso in mezzo Montello”.

Intanto il rinvio della conferenza di servizi per il progetto Ecoambiente al 5 febbraio inizia a circolare. Nella nota della Regione Lazio si motiva che il verbale della conferenza del Comune di Latina (quella relativa alla bonifica) è arrivato soltanto ieri e che in data odierna l’Arpa ha evidenziato che non sono stati rilevati ulteriori elementi utili al procedimento. Dunque, il rinvio al 5 febbraio.

Dopodomani, 23 gennaio, avrà luogo la conferenza dei sindaci a cui spetta l’arduo compito di concordare una location per il sito di stoccaggio dei rifiuti provenienti dai Tmb, la cosiddetta discarica di servizio che a tutti serve ma che nessuno vuole. Il presidente della Provincia Carlo Medici si è assunto l’impegno di fornire quanto prima un’alternativa a Montello.

Dell’alternativa a Montello Coletta si è mostrato sfuggente in quel di Borgo Bainsizza. Ha soltanto detto che il piano provinciale dei rifiuti prevede l’eventuale utilizzo di siti industriali dismessi, escludendo discariche non bonificate. Tanto per ribadire che quella di Borgo Montello debba essere esclusa da riaperture o ampliamenti. Ma allora dove sta la soluzione alternativa che richiede la Regione Lazio? Qual è il sindaco pontino disposto ad aiutare il presidente Medici se non se stesso?

Coletta parla di Comuni consorziati sul modello di Colleferro e dell’impiantistica pubblica che in provincia di Latina potrebbe essere realizzata in due postazioni baricentriche, come prevede il Piano dei rifiuti. Ma questa è altra storia. Gli impianti pubblici nel Piano dei rifiuti della provincia di Latina sono quelli per lo smaltimento dell’umido. Ora il pressing della Regione sulla Ato pontina riguarda il secco. Vedremo cosa uscirà fuori dalla conferenza dei sindaci giovedì prossimo.

Al centro sociale di Borgo Bainsizza erano presenti diversi consiglieri comunali: Marina Aramini che ha il mandato per i Borghi, Emanuele Di Russo, Fabio D’Achille e Dario Bellini, presidente della commissione Ambiente. Il sindaco Coletta era al tavolo con l’assessore Roberto Lessio. Poi sono arrivati anche gli altri assessori: il vice-sindaco Maria Paola Briganti che ha invitato i colleghi a farsi avanti per testimoniare la sensibilità dell’intera giunta al problema discarica. Emilio Ranieri, Gianmarco Proietti, Patrizia Ciccarelli e Francesco Castaldo hanno così raggiunto il primo cittadino in segno di compattezza.

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