Donna invalida al 100% e anziana madre raggirate e “alleggerite” di 111mila euro. La denuncia partita da Cori

Indagati per circonvenzione di persone incapaci un avvocato di Frosinone e un suo collaboratore, a seguito di una denuncia sporta presso il commissariato di Polizia di Cisterna da parte di una donna di Cori, sorella e figlia delle vittime del raggiro da 111mila euro.

I due, l’avvocato 46enne, e il collaboratore 42enne, sono accusati di aver abusavano dello stato di infermità e di deficienza psichica di una donna invalida civile al 100%, affetta da gravi patologie quali crisi epilettiche, insufficienza mentale grave e da paralisi. I due indagati si sarebbero inoltre approfittati dell’anziana madre della malcapitata vittima. Entrambe deboli ed incapaci di provvedere ai propri interessi, indotte a compiere atti a loro dannosi. Atti consistiti nel pressoché totale azzeramento della liquidità per complessivi 111.000 euro, mediante l’emissione di vaglia postali non trasferibili, continue ricariche di carte prepagate, compilazione di assegni in bianco, fino al rilascio di una procura generale per atto notarile a favore dell’avvocato e del suo collaboratore, che ha consentito la gestione economico – finanziaria dell’intero patrimonio delle vittime. Circonvenzione aggravata dall’aver cagionato alle persone offese un danno di rilevante gravità.

I fatti sono avvenuti a Frosinone, Cori, Gaeta, Anitrella, Fontana Liri, Monte San Giovanni Campano e Sora dove sono stati utilizzati i vari strumenti di pagamento fraudolentemente ricevuti.

Materialmente l’aggancio dei due soggetti deboli è avvenuto a Frosinone da parte del 46enne., sedicente procuratore, procacciatore d’affari, consulente finanziario poi dichiaratori avvocato del Foro di Frosinone, messo in contatto con l’anziana signora da un altro avvocato del frusinate, il quale era stato interpellato dalla donna per problemi sorti a seguito di una scorretta gestione del suo patrimonio da parte di alcuni parenti. L’avvocato, disinteressatosi poi dell’incarico anche per problemi di salute, aveva girato la pratica al suo “collega”.

Le indagini degli investigatori del Commissariato di Cisterna di Latina sono state avviate a seguito di una disperata richiesta di aiuto di un’altra figlia e sorella delle vittime, allertata dall’ente presso il quale era aperto il conto corrente.

Successive perquisizioni, acquisizioni documentali ed individuazioni fotografiche hanno consentito agli inquirenti di individuare i due soggetti, privi di occupazione, ma totalmente inseritisi nella vita delle due donne incapaci; raggirate con affettuosità di maniera, impietosite dalla richiesta di prestiti e pronte a delegare ogni gestione patrimoniale dopo una semplice gita al mare. Il tempestivo sequestro della delega notarile ha consentito di preservare il patrimonio immobiliare da ulteriori atti dispositivi in pregiudizio delle parti offese.

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