Estorsione a una donna, condannato Costantino “Patatone” Di Silvio

furti in villa

Estorsione ad una donna che lavorava nella sua casa. Condanna a due anni di reclusione per Costantino “Patatone” Di Silvio, in carcere per l’omicidio di Fabio Buonamano. Il delitto fu commesso quando aveva soltanto 27 anni, per vendicare il padre Ferdinando che saltò in aria nella sua auto a Capoportiere nel 2003.

Giacca bianca, barba lunga e occhiali da intellettuale – Di Silvio in carcere ha intrapreso anche un percorso di studio – si è presentato in aula assistito dai sui avvocati, Pasquale Cardillo Cupo e Luca Melegari.

Il pubblico ministero, dopo aver ascoltato un testimone che ha spiegato che la donna fosse un’amante di Patatone e che lui ne era molto innamorato, ha chiesto l’assoluzione. I difensori hanno spiegato che anche se non avesse optato per l’assoluzione, il reato poteva configurarsi non come una estorsione ma al più come esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La presunta vittima avrebbe abitato in un appartamento di Costantino Di Silvio, ma non avrebbe pagato l’affitto. Per questo lui le avrebbe chiesto il denaro.

Il giudice monocratico Villani, però, è stata di un altro avviso e ha condannato l’esponente della famiglia rom a 2 anni di reclusione. Gli avvocati valuteranno ora se ricorrere in Appello.