Il Latina Calcio attacca Chiarato: “Sciocchezze o malafede?”

l’assessore Chiarato

Nuovo durissimo affondo del Latina Calcio 1932 nei confronti dell’amministrazione comunale e dell’assessore di categoria, Andrea Chiarato, sulla vicenda relativa alla gestione dello stadio Francioni e del centro sportivo Bondioli. Attraverso una lunga nota ufficiale, il club nerazzurro replica alle dichiarazioni dell’assessore allo Sport, contestando ritardi amministrativi, procedure di gara incomplete e la gestione complessiva degli impianti sportivi cittadini.

La società parte da una domanda destinata a fare rumore: “Sono sciocchezze o è malafede?”, interrogativo che accompagna gran parte del comunicato.

Secondo il Latina, le parole dell’assessore dimostrerebbero come lo stesso sia “solo spettatore di quanto sta accadendo allo sport a Latina” e, soprattutto, della complessa vicenda riguardante l’affidamento degli impianti.

Tra i punti contestati c’è il ritardo nella procedura per il bando ventennale. “Sono trascorsi quasi due mesi dalla presentazione delle offerte e non è stata ancora nominata la commissione di gara”, scrive il club, che definisce “paradossale” la necessità di ricorrere a una nuova concessione ponte mentre la procedura principale resta ancora aperta.

La società torna poi sulla gestione dello stadio dopo la scadenza dell’ultimo affidamento temporaneo. “Il Latina Calcio ha continuato a occuparsi degli impianti al posto del Comune, pur di averli in condizione di poter essere utilizzati”, si legge nella nota, dove viene sottolineato come senza l’intervento diretto del club sarebbe stato impossibile garantire le condizioni necessarie per l’inizio della stagione.

Molto duro anche il passaggio dedicato ai nulla osta ottenuti per la disputa delle gare ufficiali. Per il Latina, infatti, “con le dichiarazioni sull’avvenuto rilascio dei nulla osta è come se l’amministrazione dicesse: abbiamo concesso tutto sulla carta, ma poi costringiamo il Latina Calcio a farsi carico degli adempimenti indispensabili”.

Da qui una delle frasi più forti dell’intero comunicato: “Si può dire che il motto dell’amministrazione non è “Nulla Osta”, ma piuttosto “Nulla ci Costa”.

La società contesta anche le valutazioni economiche richiamate dall’assessore Chiarato per giustificare il canone previsto dal bando ventennale. “Le cifre citate in merito ai canoni annui degli altri stadi sono totalmente errate e riteniamo volutamente errate nella totalità degli esempi portati”, scrive il club.

A sostegno della propria tesi vengono richiamati i casi degli stadi di Foggia e Palermo, che secondo il Latina presenterebbero condizioni nettamente più favorevoli rispetto a quelle previste per il Francioni. “Bastano semplici ricerche in rete per accorgersi che i numeri dati dall’assessore sono numeri al lotto”, si legge ancora nella nota.

Il club rivendica inoltre di essere stato il promotore delle procedure a evidenza pubblica per l’assegnazione degli impianti: “La procedura con bando pubblico è stata chiesta dal Latina Calcio”, sostiene la società, ricordando di aver contestato in passato gli affidamenti annuali ritenuti non conformi alla normativa.

Nel finale il comunicato assume toni ancora più duri. La società chiede che il Comune “rispetti la normativa e si faccia carico direttamente delle cose di propria competenza” e avverte che, in caso contrario, “la strada legale è già tracciata”, con possibili esposti che potrebbero coinvolgere amministrazione e uffici competenti.

Una presa di posizione netta che riapre il confronto tra il club nerazzurro e Palazzo Comunale su una vicenda destinata a restare al centro del dibattito cittadino anche nelle prossime settimane.

In vista dell’esordio ufficiale però, non ci voleva proprio.