Incendi a Sabaudia, assolto Enzo Cestra: “Finito un incubo”

Enzo Cestra

Il Tribunale di Latina ha pronunciato oggi la sentenza che restituisce la libertà al 72enne, ex
carabiniere, dopo 14 mesi trascorsi agli arresti domiciliari. Il giudice monocratico Clara
Trapuzzano Molinaro ha assolto Cestra dall’accusa di incendio doloso con formula
dubitativa e dall’accusa di truffa perché “il fatto non sussiste”.

L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero, aveva richiesto una condanna severa a sei
anni e sei mesi di reclusione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Cestra avrebbe
spinto un complice ad appiccare le fiamme nell’agosto del 2024 (nelle località Sorresca e via degli Artiglieri) con l’obiettivo di intascare i fondi regionali destinati alla sua associazione per gli interventi di emergenza.

Tuttavia, le tesi difensive sostenute dall’avvocato Enrico Del Monte hanno convinto il
giudice dell’insufficienza o mancanza di prove certe. Nonostante le intercettazioni
telefoniche citate dalla Procura per collocare l’imputato nei pressi dei roghi, la difesa ha
sempre rigettato ogni addebito, puntando sulla linearità della condotta del proprio assistito.

“È finito un incubo, ero certo della mia assoluzione. È stata una vigliaccata, mi
hanno voluto fare del male”, ha commentato a caldo Enzo Cestra fuori dal
tribunale. “Sono una persona seria, ho servito nell’Arma per oltre 28 anni,
lavorando anche in contesti difficili come Corleone”.