Un tragico bilancio che continua a peggiorare e che delinea un quadro di profonda preoccupazione per il territorio pontino. Nei primi otto mesi del 2026 a Latina e provincia si è registrata una vittima sul lavoro ogni 24 giorni. Un dato in netto e drammatico aumento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando la media si attestava a un decesso ogni 35 giorni.
A tracciare la mappa di questa emergenza è la Uil di Latina, che ha rielaborato i dati ufficiali dell’Inail relativi al periodo gennaio-agosto 2026.
Tra gennaio e agosto 2026 i casi mortali denunciati in provincia di Latina sono stati 10, contro i 7 registrati nello stesso arco temporale dell’anno precedente. Un peso, quello delle vittime, sproporzionato se confrontato con il quadro regionale: se la provincia di Latina raccoglie l’8,1% delle denunce totali di infortunio del Lazio (2.472 su 30.417), registra purtroppo ben il 16,1% dei decessi complessivi della regione.
Aumenta anche il totale dei sinistri segnalati: le denunce di infortunio complessive nel territorio pontino sono passate da 2.318 a 2.472, con una media mensile che sale da 290 a 309 casi.
L’aggravamento del fenomeno riguarda l’intera regione. Nel Lazio nei primi otto mesi dell’anno si sono contati in media oltre 125 infortuni al giorno (erano 116 nel 2025). Le vittime totali sono state 62 (rispetto alle 53 dell’anno passato), pari a un incidente mortale quasi ogni 4 giorni.
“Dietro questi numeri c’è una realtà inaccettabile, perché parliamo di persone che non sono tornate a casa, di vite spezzate, di famiglie distrutte”, dichiara con fermezza Luigi Garullo, segretario generale della Uil di Latina.
“Non possiamo accettare che queste tragedie siano considerate una fatalità, prosegue Garullo. Serve più prevenzione, più controlli e più formazione nei luoghi di lavoro, ma occorre anche rafforzare gli strumenti per accertare le responsabilità”.
Per contrastare la piaga delle morti bianche, la Uil torna a chiedere con forza due misure chiave: l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e l’istituzione di una Procura speciale dedicata, in grado di gestire le indagini con competenze specifiche e maggiore efficacia.
“L’obiettivo per noi è chiaro, conclude il segretario della Uil: la nostra campagna di sensibilizzazione ‘Zero Morti sul Lavoro’ vuole impedire che nel terzo millennio si continui a morire lavorando”.









