Latina Ambiente, una bufera politica sui 41 milioni

La messa in mora da 41 milioni di euro notificata al Comune dalla curatela di Latina Ambiente riapre una ferita lunga vent’anni e incendia il dibattito politico. Al centro non solo i numeri – 17,9 milioni di quota capitale TIA 2006-2009, che con interessi dal 2014 e risarcimento arrivano a circa 41 milioni – ma le responsabilità di ieri e di oggi.

Il PD: “Fallimento che appartiene al centrodestra”
Per Cepollaro, Campagna e Majocchi (PD) non si può ridurre tutto a “eredità ricevuta”.

“Latina Ambiente è parte della storia politica del centrodestra locale. È sotto quelle amministrazioni, a partire da Vincenzo Zaccheo che nel 2009 affida a Latina Ambiente la riscossione della TIA, che si formano i nodi che ancora pesano. Le parole della sindaca Celentano sono prive di pudore storico”.

Il PD ricorda anche la gestione recente: la costituzione di parte civile nel fallimento con persone dello staff fiduciario della sindaca coinvolte, le segnalazioni all’ANAC su possibili conflitti, e la transazione da circa 6 milioni del 28 dicembre 2023 voluta dall’amministrazione Celentano su proposta dell’allora assessora Nasti come “tacitazione di ogni pretesa”, che oggi si rivela non risolutiva.

“Dal tavolo del 2013 alla transazione, fino all’ipotesi di un credito comunale di 250 mila euro, oggi spunta una richiesta da 41 milioni. Uno scarto che impone spiegazioni. La sindaca riferisca in Consiglio”.

Ranaldi (Per Latina 2032): “Subito commissione, cittadini hanno diritto di sapere”
È la linea del consigliere Nazzareno Ranaldi. La diffida del 29 settembre fissa tempi stretti: 15 giorni per nominare il RUP e 90 giorni per una proposta transattiva, altrimenti si va alla Camera Arbitrale ANAC.

Ranaldi chiede commissione congiunta Ambiente e Bilancio urgente con dirigenti Ambiente, Finanziari e Tributi per chiarire:

  • esito del tavolo tecnico del luglio 2014, riaperto nel 2024, e valutazione degli uffici sulle somme dovute;
  • se il Comune abbia chiesto l’ammissione al passivo per i crediti che ritiene di vantare;
  • accantonamenti nel fondo contenzioso e pareri legali;
  • strategia difensiva.

E solleva il nodo Palmerini. Il curatore del fallimento dal 2016, che firma la diffida, ha trattato anche la transazione del 2023, definita 35 giorni dopo il decreto sindacale del 23 novembre 2023 che lo nominava presidente di ABC. Incarico poi dichiarato inconferibile dall’ANAC con delibera 157 del 16 aprile 2025 – Palmerini si era dimesso il 13 gennaio 2025.

“Il punto non è economico, l’incarico era senza compenso, ma di imparzialità. Chiedo al RPCT di verificare le dichiarazioni ex art. 20 D.Lgs 39/2013, se è stato avviato il procedimento ex art. 18, se c’è stato riscontro all’ANAC entro 45 giorni e su quale atto si basa la tenuta degli atti approvati anche dal CdA di ABC. Nessuno scaricabarile: la vicenda attraversa 13 anni, ma oggi le difese devono essere pronte”.

Lbc: “Restituiamo le accuse al mittente. Basta pagliacciate”
Durissima Latina Bene Comune, con la segretaria Elettra Ortu La Barbera e i consiglieri Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton.

“Ancora una volta chi ha creato il problema scarica su altri la responsabilità. Siamo all’assurdo”.

Lbc rimette in fila i passaggi: figure con conflitti di interessi, alcune rinviate a giudizio per il fallimento, il caso Palmerini “paradigmatico con più ruoli allo stesso tavolo”, la transazione da 6 milioni presentata come risolutiva, e la nomina di Zaccheo alla Fondazione Centenario.

“Il pasticcio TIA non nasce nel 2016, ma nel 2009 con Zaccheo. Poi Di Giorgi non ha riconosciuto quei crediti, così come il commissariamento. Al fallimento si è arrivati con una società definita dal giudice ‘decotta’. Noi abbiamo rispettato le relazioni certificate dagli uffici”.

E sulle cifre: 13,97 milioni nel 2014, 3 milioni nel 2024 con il tavolo riattivato da Celentano, poi un credito comunale nel 2026, ora 41 milioni richiesti.

“La sindaca ha responsabilità precise: avere in organico persone con conflitti, avallare una transazione discutibile, non far conoscere al Consiglio le conclusioni dei tavoli tecnici. Serve chiarezza, non commedie in maschera”.

In comune a tutte le opposizioni, una richiesta: portare carte, numeri e strategie in Consiglio, prima che scadano i termini della diffida.