Alessandro Zof torna in libertà, seppur con alcune prescrizioni. Il 42enne di Latina, principale imputato nel processo sull’inchiesta chioschi del tratto B del lungomare, ha ottenuto dal Tribunale una misura cautelare meno restrittiva rispetto agli arresti domiciliari.
La richiesta era stata presentata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Alessia Vita, ed è stata accolta dai giudici. Zof sarà ora sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Latina: non potrà quindi allontanarsi dal territorio comunale e dovrà rimanere nella propria abitazione durante le ore notturne.
Il processo in corso davanti al collegio penale del Tribunale di Latina riguarda presunti episodi di turbativa d’asta aggravati dal metodo mafioso, che secondo l’accusa sarebbero stati commessi tra il 2016 e il 2021 nell’ambito della gestione dei chioschi sul litorale. L’indagine era stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Latina.









