Latina, incostituzionalità all’ombra del cimitero. Si riaccende la querelle

L'incontro organizzato in via Cena per la costituzione di un comitato per i ricorsi al Tar e il rispetto della Costituzione sul caso cimitero di Latina

Incostituzionalità all’ombra del cimitero di Latina. Nuovi no alle estumulazioni e alla “tassa sul morto” in applicazione retroattiva della convenzione stipulata tra il Comune e la società Ipogeo, entrata in vigore nel 2009. Torna al pettine della politica cittadina il tema scottante della gestione del cimitero di Latina.

Lo scorso anno l’amministrazione comunale di Latina Bene Comune, che in campagna elettorale aveva promesso ferro e fuoco contro una convenzione considerata tutta a favore del privato, ha impresso un vistoso segnale di resa soprattutto per quanto concerne la tassa per il mantenimento e la manutenzione del loculo, ribattezzata tassa sul morto. Nella seduta della commissione Trasparenza del 29 marzo 2018, infatti, l’assessore Emilio Ranieri e l’allora dirigente del servizio competente Nunzia Lanzillotta, dissero che la tassa sarebbe stata da ritenersi dovuta, in virtù del nuovo regolamento che modificava e sostituiva i precedenti nei quali era invece previsto che nel contratto di concessione loculo era inclusa la spesa per la manutenzione dello stesso. Ne seguirono diffide a raffica, da parte delle associazioni a tutela dei cittadini.

Giovedì 13 giugno scorso la sezione di Latina del Partito Comunista ha organizzato un incontro, per la costituzione di un comitato promotore per ricorsi al Tar e rispetto della Costituzione, al quale ha preso parte l’avvocato Emanuele Petracca, del Comitato direttivo di “Attuare la Costituzione” (l’associazione apartitica, fondata dal professor Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale).

L’avvocato Petracca ha evidenziato criticità dal punto di vista costituzionale, chiarendo che non si può intervenire con un nuovo provvedimento regolando rapporti pregressi. Chiaro il riferimento sia alla tassa sul morto che al ridimensionamento della durata delle concessioni per un posto di esterno riposo che, con la nuova convenzione entrata in vigore nel 2009, è passata da 60 anni a 30 anni.

“Lo dicono le preleggi (articolo 11: “la legge non dispone che per l’avvenire”) ma ancora di più lo indica la Costituzione nell’articolo 25 (“nessuno può essere punito se non in forza di una legge che non sia entrata in vigore prima del fatto commesso”) – questi in sintesi i passaggi chiave dell’avvocato Petracca -. Questa situazione quindi provoca disparità (contravvenendo all’articolo 3 della Costituzione) tra cittadini che hanno in precedenza avuto la concessione ed inoltre viola l’articolo 97 della Costituzione (i pubblici uffici sono organizzati secondo le disposizioni di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione) laddove il Comune impone questo cambio di rotta”.
L’incontro, tenuto giovedì scorso nella sede di via Giovanni Cena, è stato organizzato su richiesta di diversi gruppi di cittadini che si sono rivolti al segretario del locale Partito comunista Sergio Sciaudone, da sempre attento alla problematica.
A riaccendere la miccia sulle estumulazioni e sulla tassa sul morto in applicazione retrodatata della convenzione del 2008, in vigore dall’anno successivo, sono stati i recenti solleciti della Ipogeo recapitati ai cittadini per la “regolarizzazione” dei contratti di concessione loculi. Cittadini che non ne vogliono sapere e che pertanto hanno iniziato ad inviare diffide al gestore del cimitero e al Comune affinché tengano conto della data della tumulazione dei propri cari estinti, con o senza contratto (il Comune non ha mai ottemperato alla formalizzazione del contratto, si legge nelle prime diffide) dal momento che la sepoltura effettuata con versamento del dovuto costituisce una stipula di fatto.

 

Nella sede di via Giovanni Cena si sono mossi passi decisi per la costituzione di un comitato che porti avanti la battaglia dei cittadini davanti al Tribunale amministrativo contro la recente “corrispondenza” della società Ipogeo. Quella dei ricorsi al Tar potrebbe essere anche l’occasione per sollevare dubbi di legittimità costituzionale: in via incidentale la questione circa l’apparente contrasto degli atti relativi al cimitero di Latina con la Costituzione potrebbe essere portata all’attenzione della Corte Costituzionale per una pronuncia.

Sergio Sciaudone ed Emanuele Petracca

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