Latina, invalida al 100% costretta a pagare il taxi sociale

Per andare alle visite o a fare le analisi devo pagare l’ambulanza. Il servizio di assistenza ad anziani e disabili, a Latina, è affidato a onlus e cooperative che ti chiedono mediamente tra i 120 e i 150 euro per portati a Roma; quella meno cara è un’associazione di Sabaudia che per accompagnarmi al Campus prende 90 euro”.

Inizia così il lungo sfogo di una donna di 67 anni, residente nel capoluogo pontino, invalida al 100% che percepisce una pensione di 289 euro al mese. “Se non fosse per la Caritas sarei già morta da un pezzo”, aggiunge.

Ha problemi al cuore, ai polmoni, alla tiroide, all’apparato scheletrico. E’ stata operata sette volte alla schiena. L’ultima patologia diagnosticata è la sclerodermia, o sclerosi sistemica.

“Sono seguita da diversi ospedali, a seconda della patologia – spiega -; al policlinico Umberto I per la sclerosi, al Campus per la tiroide, al Pertini e al Casilino non vado più perché proprio non ci arrivo… economicamente parlando. Molte analisi a Latina non le fanno, e se le fanno le fanno a pagamento. Al Campus le fanno con copertura del servizio sanitario”.

La donna vive in un alloggio popolare da 17 anni. Nel 2017 ha percepito per alcuni mesi il contributo economico di 300 euro, assegnatole dai servizi sociali del Comune di Latina: “Il mandato era per 4.206 euro. Quando siamo arrivati a quota 2.400 euro, i soldi non mi sono arrivati più. Poi mi hanno mandato una lettera minacciando un provvedimento amministrativo finalizzato alla restituzione della somma di 2.400 euro indebitamente percepita. E lo sapete perché? Perché nelle mie condizioni non ero riuscita a consegnare la documentazione richiesta. Ma lasciamo stare”.

“A Latina ho visto, presso alcuni ambulatori anziani e disabili accompagnati con auto dei servizi sociali dei Comuni di appartenenza, ad esempio Sermoneta. Vorrei capire perché a Latina invece i servizi sociali ti danno l’elenco delle cooperative che svolgono questo servizio a pagamento e che ti rilasciano una ricevuta per contributo volontario”.

La signora, che legge la cronaca locale, ricorda della proposta di un emendamento al bilancio comunale di 800mila euro per il servizio di assistenza ad anziani e disabili. Si chiede se sia stato approvato. Si chiede se un invalido al 100% debba essere lasciato solo ad affrontare l’odissea nelle strutture sanitarie.


Sul caso raccontato è intervenuto Marco Savastano, referente di CasaPound Latina. “La storia di questa signora – ha commentato – è una delle tante che vedono invalidi e pensionati abbandonati a se stessi. In una Nazione che sta smantellando pian piano lo Stato sociale, che “concede” la miseria di 289 euro al mese agli invalidi, mi chiedo dove stanno i difensori dei diritti e della Costituzione. I Servizi Sociali di Latina le hanno richiesto indietro il contributo perché la signora, gravemente ammalata, non ha potuto presentare la necessaria documentazione. Ecco che allora subentra l’inflessibilità e la freddezza della burocrazia, invitando addirittura la signora a rivolgersi a cooperative o onlus che si fanno pagare profumatamente il servizio di trasporto negli ospedali. Sarebbe gradita una risposta dall’assessore Ciccarelli in merito a questo caso”.

 

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