La gestione del servizio di salvamento torna al centro del dibattito politico a Latina. La Commissione Trasparenza ha affrontato il tema dell’affidamento del servizio e delle criticità emerse negli ultimi anni. Al centro della seduta anche la situazione dei tratti A e B del litorale e i rapporti con la FEE Italia, che nella mattinata odierna ha decretato la perdita del vessillo proprio per il lungomare B.
“Dalla Commissione – si legge al principio del comunicato – è emersa una realtà ormai sotto gli occhi di tutti: da quando si è insediata l’Amministrazione Celentano non c’è stata una sola stagione balneare senza ritardi, emergenze e criticità nella gestione del servizio di salvamento. Per il quarto anno consecutivo cittadini e turisti assistono allo stesso copione, con un servizio essenziale organizzato in ritardo, procedure fallite e continui interventi in emergenza. È il fallimento di un’intera gestione politica”.
“Nel corso della Commissione è stato affrontato anche il tema del rapporto tra il servizio di salvamento e il mantenimento della Bandiera Blu. L’assessore Gianluca Di Cocco ha riferito che, grazie all’affidamento in urgenza disposto il 27 luglio dopo l’esito negativo della procedura negoziata, da domani saranno attivate sei postazioni di salvamento sulle spiagge libere del tratto A, intervento che, secondo quanto riferito, dovrebbe consentire il mantenimento dei requisiti della Bandiera Blu per quella parte del litorale”.
“Restano inoltre forti perplessità sulla distribuzione delle postazioni di salvamento. Contestiamo per l’ennesimo anno la scelta, avallata dall’assessore Gianluca Di Cocco, di concentrare tutte e sei le postazioni sul tratto A. Si tratta di un’impostazione che, di fatto, certifica una precisa scelta politica: l’Amministrazione Celentano sembra aver già deciso che il lungomare di Latina coincida soltanto con il tratto A, considerandone sacrificabile l’altra metà. È una decisione incomprensibile e profondamente sbagliata, che per il secondo anno consecutivo privilegia in modo sproporzionato una porzione di litorale già servita da numerosi stabilimenti balneari dotati di assistenti bagnanti, penalizzando invece il tratto B, caratterizzato da una maggiore estensione di spiagge libere, da un numero nettamente inferiore di presidi privati e da una qualità naturalistica che rappresenta uno dei principali elementi di attrazione turistica del nostro litorale”.
“Proprio il tratto che avrebbe maggiore necessità di presidi per garantire la sicurezza dei bagnanti rischia così di restare privo delle necessarie condizioni anche ai fini del mantenimento della Bandiera Blu. A ciò si aggiunge la mancata riapertura del primo chiosco del tratto B, con la conseguente assenza della relativa postazione di salvamento. Una scelta che riteniamo miope e della quale l’Amministrazione Celentano dovrà assumersi tutte le responsabilità, sia sotto il profilo della sicurezza dei cittadini sia per le possibili conseguenze sull’immagine turistica della città. Permangono inoltre dubbi sull’affidamento diretto disposto dopo che la procedura negoziata è andata deserta. Pur prendendo atto delle spiegazioni fornite dagli uffici, riteniamo necessario verificare con la massima attenzione la piena coerenza tra l’oggetto sociale della società affidataria e il servizio affidato, considerato che si tratta di una società costituita soltanto pochi mesi fa e che non risulta abbia maturato precedenti esperienze nel settore del salvamento”.
“Lascia davvero sconcertati il comunicato diffuso dalla maggioranza, che arriva addirittura a sostenere che la Commissione Trasparenza e le forze di opposizione avrebbero presentato ‘osservazioni alla FEE contro la città’ e che la trasparenza dovrebbe ‘tutelare la città e non alimentare allarmismi’. È un tentativo maldestro di ribaltare la realtà. L’opposizione non è contro la città. L’opposizione è contro la totale incapacità di questa Amministrazione di governarla. Chi danneggia l’immagine di Latina non è chi esercita il proprio dovere di controllo e di trasparenza, ma chi, dopo quattro anni di governo, continua a presentarsi ogni estate impreparato su un servizio essenziale come il salvamento. La Commissione Trasparenza ha svolto esclusivamente il proprio ruolo istituzionale”.
“Informare la FEE Italia della convocazione della Commissione e chiedere chiarimenti sui requisiti richiesti per il mantenimento della Bandiera Blu è stato un atto di correttezza, trasparenza e leale collaborazione istituzionale. Del resto, è proprio la Commissione Trasparenza ad avere il dovere di verificare che quanto dichiarato dall’Ente nelle autocertificazioni corrisponda alla situazione reale. Semmai la vera domanda è un’altra: perché non è stata la stessa Amministrazione a informare tempestivamente la FEE delle gravissime criticità che hanno interessato il servizio di salvamento?”.
“Se davvero la maggioranza ritiene che il rapporto con l’organismo che assegna la Bandiera Blu sia così importante, avrebbe dovuto essere la prima ad agire con assoluta trasparenza, rappresentando le difficoltà incontrate e le soluzioni adottate, anziché accusare l’opposizione per aver semplicemente sollevato il coperchio su una situazione che è sotto gli occhi di tutti”.
“Parlare di “allarmismo” significa tentare di nascondere i problemi invece di affrontarli. Noi abbiamo il dovere di informare correttamente i cittadini dei rischi concreti che questa amministrazione ha prodotto con quattro anni di ritardi, improvvisazione e cattiva programmazione. Tra questi vi è anche quello, tutt’altro che remoto, di compromettere un riconoscimento che Latina conserva da oltre dieci anni e che rappresenta un patrimonio dell’intera comunità”.
“La trasparenza non danneggia la città: la tutela – concludono. A danneggiarla sono l’improvvisazione, i ritardi, l’incapacità amministrativa e il tentativo di scaricare sull’opposizione responsabilità che appartengono esclusivamente a chi governa Latina”.









