Il malumore dei tifosi del Latina Calcio 1932 è più che comprensibile. Spostare una partita dal sabato pomeriggio al mercoledì – giorno lavorativo centrale della settimana – è un danno su tutti i fronti: per il valore che la tifoseria rappresenta e per l’affluenza al “Francioni”, che si preannuncia ai minimi storici. Senza contare il tour de force a cui sarà di nuovo sottoposta la squadra di Volpe: tre partite in otto giorni.
La causa dello slittamento, seppur non chiarita nel comunicato ufficiale di ieri, è da ricondurre alla sosta per le Nazionali. Un tema che di norma non tocca la Serie C, se non in casi come questo, quando un’avversaria come l’Atalanta U23 fornisce diversi giovani alle varie rappresentative.
I nerazzurri osserveranno quindi un turno di stop obbligato e guarderanno le altre scendere in campo dal divano di casa. E se questa pausa, alla fine, dovesse rivelarsi positiva per il Latina?
Volpe arriva da un ciclo massacrante: cinque gare in quindici giorni, un dispendio enorme di energie fisiche e mentali. Fermarsi per una settimana può diventare una boccata d’ossigeno, a partire dall’infermeria.
Potrebbe accelerare, ad esempio, il recupero di Luigi Carillo, fermo ai box dalla trasferta di Gubbio. E non solo: il Latina ritroverà due pedine fondamentali come Lipani e De Ciancio, che torneranno a disposizione dopo la squalifica. Da valutare anche la situazione di Alessio Riccardi, sul quale la società non si è ancora espressa, ma i tempi di recupero dovrebbero essere brevi, a giudicare dalle parole di Volpe.
Insomma, il turno di riposo può giovare eccome. Per ricaricare le pile, ritrovare uomini chiave e dare ancora più tempo a Volpe per lavorare sulle sue idee. Il bel gioco si è già visto, ora è il momento di raccogliere punti. Si può ripartire proprio dal riposo.









