Latina, più che un mare di eventi una montagna di beghe

La vicenda della Pro Loco di Latina “Centro-Mare” che attacca un ufficio comunale accusato di ostacolare la realizzazione del programma “Un mare di eventi” merita qualche riflessione. Se non altro perché succede a molti cittadini che si rivolgono ad un servizio pubblico di trovare il burocrate di turno insensibile alla fretta e all’esigenza particolare: prima di tutto la regola.

L’associazione turistica, presieduta da Fabio Fanelli, non ci sta. Nella convinzione che, poiché si è messa a disposizione dell’amministrazione comunale di organizzare eventi per la città, abbia “diritto” ad una facilitazione nell’ottenimento delle autorizzazioni che è tenuta a richiedere in applicazione dell’avviso pubblico a cui essa stessa ha aderito. E’ scritto a chiare note all’articolo 6 – impegni del soggetto proponente – del bando. A carico del soggetto proponente selezionato l’acquisizione di ogni autorizzazione, liberatoria, nulla osta, concessione e qualunque titolo abilitante necessario per lo svolgimento delle attività; l’adempimento di ogni onere e di ogni altro adempimento che comunque si dovesse rendere necessario per la realizzazione del progetto approvato e per la natura dell’evento. Ma allora dove sta il problema?

L’ufficio, il Suap, ha bocciato per tre volte di fila la domanda presentata telematicamente ai fini dell’autorizzazione. Fanelli oggi in conferenza stampa ha detto che le prime due volte la domanda è stata annullata d’ufficio per modulazione errata. La domanda per l’evento, poi annullato, il mercatino dei sapori d’Italia, è stata presentata come “mercatini e fiere”. Il Suap ha eccepito che trattasi di “attività commerciale su aree pubbliche”. Abbiamo chiesto a Fanelli se per caso la differenza tra le due tipologie comportasse, ad esempio, il pagamento della Tosap. La risposta è stata: “Assolutamente no, tanto più che il bando non lo prevede”. Ma è proprio così? Il Comune ha previsto l’uso gratuito del suolo pubblico per la rassegna “Un mare di eventi”?

In base al bando, articolo 5, l’impegno del Comune è sintetizzato in sei punti: fornitura dell’energia elettrica e dell’acqua (ove possibile); allestimento arena Cambellotti per realizzare gli eventi (esempio palco, sedie e service); utilizzo di locali, immobili e sale civiche e del Palazzo della Cultura; pubblicazione degli eventi; erogazione di un contributo economico; pagamento Siae per l’intera programmazione estiva, ad eccezione degli spettacoli a pagamenti, il cui onere graverà sul soggetto organizzatore (qui il bando, come pubblicato dal Comune il 24 aprile 2019). Della Tosap non se ne parla. Si parla di utilizzo di locali, non di strade, piazze e aree soggette alla Tassa di occupazione del suolo pubblico.

Ma a supporto della tesi di Fanelli citiamo la determina, datata 7 giugno 2019, della dottoressa Antonella Galardo, dirigente del servizio Cultura, di approvazione della graduatoria del bando. Nell’atto, con visto di regolarità contabile, si legge che “per lo svolgimento degli eventi in programmazione nella rassegna estiva l’Amministrazione Comunale metterà a disposizione i servizi già previsti dall’art.5 dell’Avviso Pubblico (quelli elencati sopra, ndr). Ma curiosamente si aggiunge “in particolare” un elenco che appare discostarsi dall’articolo 5 dell’avviso/bando pubblico. Si legge ad esempio che l’amministrazione metterà a disposizione l’utilizzo gratuito del suolo pubblico di strade, piazze e Giardino Falcone Borsellino. Qui la determina in questione, numero 1096 2019.

Ci siamo chiesti se tutto ciò fosse legittimo. Interpellando l’assessore al Bilancio Gianmarco Proietti, ci è stato spiegato che per quanto riguarda la rassegna “Un mare di eventi” la questione Tosap per gli eventi a carattere culturale, gratuiti per il pubblico, è stata approfondita in fase di predisposizione del bando anche con la collaborazione della società Dogre a cui il Comune ha affidato il servizio di riscossione: “Non si tratta di concessione di suolo pubblico – ha detto l’assessore -, ma di utilizzo gratuito di suolo pubblico quando il soggetto committente è il Comune. Nel caso degli eventi per la stagione estiva, a carattere culturale, su aree pubbliche le associazioni proponenti non pagano la Tosap”.

Il mercatino proposto dalla Pro Loco, secondo il Suap attività commerciale su aree pubbliche, è a carattere culturale gratuito? Nel corso della conferenza è stato chiarito, intanto, che per il “Mercatino dei sapori d’Italia” non era previsto un contributo del Comune in favore della Pro Loco. Motivo per cui Fanelli ha obiettato anche il terzo motivo di bocciatura da parte del Suap: l’assenza del piano di sicurezza. “Secondo la nostra esperienza, questo tipo di evento non necessita del piano di sicurezza – ha detto il presidente in conferenza stampa – ma lo avremmo fatto lo stesso nonostante il costo aggiuntivo di 600 euro circa a fronte di nessun ritorno da parte del Comune per questo evento”. Ma in conferenza stampa si scopre anche che gli standisti avrebbero pagato ciascuno una quota di circa 150 euro per l’organizzazione dell’evento.

Se ha ragione il Suap o la Pro Loco si vedrà. Dispiace per l’evento sfumato e per l’occasione persa per la città. Ma una cosa ci sentiamo di dire, ovvero che mai come in questo caso la politica è stata in parte assente (parliamo della delega alle attività produttive) e anche un po’ schizofrenica. Il Suap avrebbe ricevuto negli ultimi mesi il diktat di rilasciare le autorizzazioni privilegiando il rigore, anche fiscale. Troppo facile buttare la croce addosso ai funzionari, per quanto burocrati siano. L’amministrazione in carica finora si è distinta per la sua attività di regolamentazione che, nei fatti, o non è riuscita ad attuarla (si pensi ai bandi per l’affidamento degli impianti sportivi) o lo ha fatto complicando le cose (si pensi alle continue modifiche della macro e micro struttura dell’ente, o al nuovo regolamento dell’avvocatura che addirittura ha creato un contenzioso).

“Un mare di eventi” a Latina, la Pro Loco attacca: ostacolati dal Suap

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