Les, quel sindacato di destra che attacca il commissario Montalbano e difende Radio Radicale

Si chiama Les, acronimo di Libertà e Sicurezza, il sindacato di Polizia nettamente schierato su posizioni di destra. Nelle scorse settimane ha messo sotto accusa il commissario Montalbano per la figura di Agatino Catarella, denigratoria per chi ricopre il ruolo di assistente nella Polizia di Stato. Una polemica, contro una delle fiction più amata dagli italiani, partita da Latina per tramite del coordinatore nazionale per la stampa e per le comunicazioni del sindacato, Elvio Vulcano residente nel capoluogo pontino. Oggi è lo stesso che scende in campo a difesa del servizio pubblico di Radio Radicale. Vulcano si appella al ministro Matteo Salvini affinché intervenga per rinnovare la convenzione con Radio Radicale, “finestra aperta sui lavori parlamentari, che permette di ascoltare dal vivo e, quindi anche di smascherare tutti coloro che in aula votano in un modo e fuori predicano diversamente, raccontando agli elettori una verità diversa”.

“Il pensiero Radicale – chiarisce Vulcano – è praticamente all’opposto delle mie idee politiche ed il mio sindacato è un sindacato nettamente schierato su posizioni di destra. Io personalmente sono di idee Leghiste e mi hanno perfino citato in un libro come populista: l’intento dello scrittore era ovviamente offensivo, ma io mi ritengo orgogliosamente populista. La difesa di Radio Radicale è dovuta in quanto svolge un vero e proprio servizio pubblico e, come è noto, durante le dirette dei lavori parlamentari non ci sono mai commenti politici. La linea editoriale che rispecchia il pensiero Radicale è sempre ben distinta dal servizio pubblico e questo diversamente da quanto accade in alcune trasmissioni televisive che, con la scusa di fare un servizio pubblico, inseriscono pensieri e idee politiche anche in trasmissioni di intrattenimento, in una sorta di messaggio subliminale. Come disse il filosofo Evelyn Beatrice Hall: “Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. La frase calza molto con il pensiero del compianto Marco Pannella, persona che ho sempre ammirato per il suo lato umano”.

“Ci sono diversi tagli nella finanziaria – conclude il sindacalista -, che nel complesso condividiamo, ma il sostegno ad una pluralità d’informazione va sostenuto, visto che paghiamo già un canone per il servizio pubblico. Noi riteniamo, invece, si possano trovare le risorse proprio attingendo dal fondo finanziato con quel canone e pagato da tutti gli italiani”.

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