Il caso di Paolo Mendico continua a scuotere il mondo della scuola e delle istituzioni. A mesi dalla tragedia che ha segnato profondamente la comunità di Fondi, arrivano nuovi provvedimenti disciplinari da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito nei confronti di altre due figure dell’istituto “Pacinotti”, oltre alla dirigente scolastica già sospesa nelle scorse settimane.
Secondo quanto trapela dagli ambienti ministeriali, la vicepreside dell’istituto è stata destinataria di una sospensione di 20 giorni dall’attività didattica, mentre alla responsabile della sede distaccata di Santi Cosma e Damiano è stato comminato uno stop di 10 giorni. In entrambi i casi è prevista anche la decurtazione dello stipendio per il periodo di sospensione.
I provvedimenti scaturiscono da una relazione ispettiva redatta a seguito degli accertamenti interni avviati dopo la morte di Paolo, il quattordicenne che l’11 settembre scorso, primo giorno di scuola, si è tolto la vita nella propria abitazione. Nel documento, il Ministero individua profili di responsabilità differenziati: alla dirigente viene contestato il mancato esercizio della funzione dirigenziale, mentre per la vicedirigente e la referente di sede si fa riferimento a presunte “condotte omissive”, ovvero a interventi ritenuti insufficienti o non attivati.
La vicenda resta al centro di due inchieste giudiziarie. La Procura di Cassino procede contro ignoti per l’ipotesi di istigazione al suicidio, mentre la Procura per i minorenni di Roma ha iscritto quattro coetanei di Paolo nel registro degli indagati, sempre per lo stesso reato. Sullo sfondo, l’ipotesi che il ragazzo possa aver subito episodi di bullismo in ambito scolastico, elemento che gli inquirenti stanno ancora approfondendo.









