Torna al centro del dibattito politico cittadino il futuro di Palazzo M, uno degli edifici simbolo della città di Latina. A sollevare dubbi e critiche sul progetto di ristrutturazione sono i consiglieri comunali del Partito Democratico, Valeria Campagna e Leonardo Majocchi, che chiedono all’amministrazione comunale di chiarire quale visione abbia per uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio architettonico cittadino.
Secondo i due esponenti dem, pur riconoscendo la necessità di interventi per la sicurezza, l’efficientamento energetico e l’adeguamento degli impianti, il progetto attualmente previsto confermerebbe una destinazione quasi esclusivamente amministrativa e istituzionale dell’immobile, senza lasciare spazio a una riflessione sul possibile utilizzo culturale, civico o pubblico di parte della struttura.
Nel mirino anche la previsione di nuovi cancelli sul fronte dell’edificio, una scelta che deriverebbe dalle esigenze della Guardia di Finanza e che, secondo Campagna e Majocchi, rischierebbe di accentuare ulteriormente la distanza tra Palazzo M e la cittadinanza.
“Non si tratta di una semplice questione tecnica – sostengono i consiglieri – ma di una scelta che riguarda il futuro urbano e simbolico di Latina”. Da qui una serie di interrogativi rivolti direttamente all’amministrazione comunale: il Comune ha espresso una posizione sul progetto? Ritiene che la destinazione esclusivamente istituzionale sia la soluzione migliore? Condivide la progressiva chiusura degli spazi oppure ritiene che possano essere valorizzati anche attraverso funzioni aperte alla città?
Nel documento il Pd richiama inoltre le numerose dichiarazioni e iniziative degli ultimi anni dedicate alla valorizzazione della Città di Fondazione, ricordando anche la visita dell’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e le ipotesi avanzate in passato che immaginavano per Palazzo M destinazioni universitarie e culturali.
“Per anni il centrodestra si è presentato come custode della memoria e dell’eredità urbanistica di Littoria – affermano Campagna e Majocchi – ma quando si tratta di incidere concretamente sul destino dei luoghi simbolo della città sembra scomparire ogni capacità di proposta”.
I consiglieri chiedono inoltre chiarimenti sul Piano Città sottoscritto dal Comune con l’Agenzia del Demanio, domandando se siano stati individuati altri immobili pubblici da destinare a funzioni istituzionali statali. Un aspetto che, secondo il Pd, potrebbe aprire la strada a una diversa valorizzazione di Palazzo M.
Nel dibattito viene chiamata in causa anche la Fondazione Latina 2032, invitata a esprimere una posizione sul tema. Per il Partito Democratico, infatti, il confronto sul patrimonio architettonico cittadino non può limitarsi alle celebrazioni o alle ricorrenze, ma deve riguardare anche le scelte concrete sul futuro degli edifici simbolo.
“La questione non è se Palazzo M debba continuare a ospitare funzioni istituzionali – concludono Campagna e Majocchi – ma se uno degli edifici più importanti della città debba limitarsi soltanto a questo. Latina deve iniziare a interrogarsi su come rendere i propri luoghi simbolo più aperti, accessibili e vissuti, capaci di ospitare cultura, memoria, iniziative pubbliche e momenti di partecipazione”.
Il Pd attende ora una risposta ufficiale da parte dell’amministrazione comunale e degli enti coinvolti nel progetto di riqualificazione.









