Un’aula consiliare gremita e un unico coro di dissenso: ieri sera, alle ore 20:00, la cittadinanza di Pontinia si è riunita per ribadire un fermo e deciso “NO” alla realizzazione di nuovi impianti di biogas sul territorio comunale.
L’incontro, nato dalla crescente preoccupazione per i progetti che minacciano di sorgere nel centro urbano e nelle aree agricole limitrofe, ha segnato un punto di svolta nella mobilitazione popolare. Sotto lo slogan “NO BIOGAS nel cuore di Pontinia”, residenti, agricoltori e famiglie hanno discusso i rischi per la salute pubblica e l’impatto ambientale che tali infrastrutture potrebbero arrecare a un ecosistema già delicato.
La serata non è stata solo un momento di sfogo, ma un’occasione di confronto per definire il futuro del territorio.
Gli organizzatori hanno evidenziato alcuni timori fondamentali come i rischi per la salute, tutela del paesaggio e lo Sviluppo Sostenibile.
“Questo è il momento di farsi sentire”, hanno dichiarato con forza i promotori dell’iniziativa.
L’assemblea di ieri rappresenta solo il primo passo di un percorso che si preannuncia di forte opposizione. Il coinvolgimento attivo della popolazione, sottolineato dalla massiccia presenza nell’aula consiliare, sarà decisivo per le prossime azioni legali e amministrative che il comitato e i cittadini decideranno di intraprendere.
Di seguito la nota del dei comitati civici: “Il 19 marzo è stata pubblicata nell’albo pretorio della provincia di Latina l’autorizzazione dell’ennesima centrale a biogas a meno di 500 metri dal centro abitato, meno di un km dalla Chiesa nel raggio dove sono comprese scuole dall’asilo nido, alle elementari e medie oltre a tutti i centri commerciali, negozi e abitazioni. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno nella cittadina, lasciando perplessi e preoccupati i suoi abitanti ed operatori, ed è scattato il tam tam nei social.
L’incontro in aula consiliare di ieri sera è stato molto partecipato, ben oltre le attese in quanto oltre alla sala piena nei banchi e dal pubblico, vi erano decine di persone nel corridoio antistante. La richiesta di chiarimenti e incontro era stata inviata dall’associazione commercianti di Pontinia appena si è sparsa la notizia il 22 marzo e ne aveva dato notizia il Sindaco nel consiglio comunale della settimana scorsa.
La partecipazione come gli interventi di esperti qualificati dal punto di vista imprenditoriale e sanitario ha dato un segnale forte e chiaro contrario per un impianto proposto da una società con sede a Milano, inattiva, che quindi non ha una qualifica imprenditoriale. Inoltre la strada (Migliara 46 e ½) è chiusa, di ridotte dimensioni, come ha fatto notare lo stesso comune di Pontinia, e l’impianto dovrebbe sorgere a ridosso del Fiume Sisto, a confine con il comune di Sabaudia, non coinvolto nella procedura a pochi km dalla foresta del parco nazionale del Circeo.
Non si tratta quindi di un impianto a servizio di attività di allevamento esistente… anzi dai dati forniti dall’amministrazione avrebbe una capacità di almeno 4 volte l’intera produzione di deiezione dei circa 26 mila capi bufalini e circa 7 mila bovini con evidente sovraproduzione. Senza contare quelli esistenti ed altri di progetto tra zona industriale e zona agricola, oltre a quello della Mira Lanza, anch’esso sovradimensionato, di cui se ne parlerà in conferenza dei servizi il 7 aprile.
Incontro aperto dal Sindaco, per poi passare al consigliere ed ex sindaco e presidente provinciale Carlo Medici che auspica la regolamentazione degli impianti per evitare che la libera iniziativa sia contraria ai piani regionali e provinciali. Quindi Daniela Lombardi, presidente dell’associazione commercianti richiedente incontro, ha letto il precedente parere contrario del sindaco dottor Eligio Tombolillo per altro impianto a biomasse. Molti interventi dei cittadini preoccupati e contrari.
Altri come la dottoressa Franca Maragoni dell’ISDE provinciale ha elencato tutti i pericoli e i danni da impianti a digestione anaerobica, come quello in oggetto. Giorgio Libralato ha illustrato come è intervenuto il comune di Latina per contrastare impianto simile con un apposito regolamento. Il Sindaco vista la partecipazione e le richieste coinvolgerà i cittadini nell’esame della documentazione per eventuali provvedimenti entro qualche giorno, insieme all’elenco e all’ubicazione e caratteristiche dimensionali degli impianti a biogas e biometano esistenti e di progetto”









