Ponza, morte di Marzio Giangiulio: indagato il titolare del diving

Prosegue l’inchiesta sulla morte di Marzio Giangiulio, il 22enne romano annegato a fine agosto al largo di Ponza mentre faceva snorkeling.

La Procura di Cassino ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo Andrea Donati, 63 anni, titolare della scuola di immersioni e proprietario del gommone da cui il ragazzo si era tuffato. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Nicole De Angelis. Donati è difeso dagli avvocati Simone Castellini e Luca Scipione.

Lunedì pomeriggio, all’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, è stata eseguita l’autopsia. I primi riscontri escludono una morte violenta: sul corpo non ci sono segni. E nei polmoni del 22enne non sarebbe stata trovata acqua, elemento che fa ipotizzare un malore improvviso in acqua. I risultati completi arriveranno tra 60 giorni.

La Procura ha già concesso il nulla osta per la restituzione della salma. I funerali si terranno domani, mercoledì pomeriggio nel quartiere Nomentano a Roma.

Intanto sono stati disposti accertamenti tecnici irripetibili per verificare il rispetto delle norme di sicurezza e di soccorso durante l’escursione: a bordo del gommone, quel giorno, c’erano 12 persone.

A dare l’allarme erano state alcune persone su un’altra imbarcazione, a circa 300 metri dalla costa, che avevano visto il corpo esanime al largo di Punta Papa, zona Le Forna, uno dei tratti più noti e frequentati dagli amanti delle immersioni. La Guardia Costiera, che conduce le indagini, ha sequestrato la barca.