Rifiuti a Latina, Moscardelli spiega il flop politico da Finestra a Coletta

Claudio Moscardelli

Il segretario provinciale del Partito democratico tira schiaffi a destra e a manca sulla gestione del rifiuti a Latina: “Storia di un fallimento politico della destra e di oggi – afferma Claudio Moscardelli – con il seguente risultato: Latina è sporca, la differenziata bassa e il futuro è pessimo“.

L’ex senatore pontino negli ultimi giorni sta “scarrellando” argomenti pesanti, diciamo importanti, diamo anche di spessore per chi volesse cimentarsi nella prova elettorale delle prossime amministrative. Il 18 luglio scorso ci ha intrattenuti con un interessante “lettura” dei piani regolari, quello che c’è, quello che non ce stato e quello che potrebbe esserci.

“Latina Ambiente voluta dal sindaco Ajmone Finestra, società mista tra Comune e privato (Colucci), partì male e non ha mai funzionato. Il socio privato che fu scelto non aveva mezzi che furono, invece, acquistati dal Comune. Costi stratosferici e servizio scadente. La differenziata inesistente o quasi”. Parte da qui l’excursus del segretario dem della provincia di Latina.

Il sindaco Vincenzo Zaccheo – spiega il democratico – “ereditò questa situazione e nonostante vari tentativi riuscì a cambiare poco”.

Parla di errore fatale dell’amministrazione comunale Moscardelli citando “il passaggio nel 2006 dalla tassa Tarsu alla tariffa Tia1, che avvenne fuori termine”.

Il passaggio fatale

“Era possibile questo passaggio entro il 30 aprile 2006, secondo il Codice dell’Ambiente Ronchi che entrava in vigore, mentre il passaggio venne fatto illegittimamente a maggio – spiega nel dettaglio -. La Tarsu era riscossa male dal Comune di Latina, c’erano molta evasione ed inefficienze per cui il Comune doveva sempre rastrellare risorse dal bilancio per finanziare il servizio. Con il passaggio dalla Tarsu a Tia 1 il Comune in sostanza passava a Latina Ambiente il compito di incassare le tariffe oltre a gestire il servizio: così si liberava del peso di ripianare per i mancati incassi da evasione e per avere più margini e più risorse a disposizione del bilancio comunale. L’espediente oltre che illegittimo perché adottato fuori termine aggravò la situazione. Latina Ambiente oltre che costosa per i cittadini, a causa di costosi consigli di amministrazione e costosi incarichi professionali oltre a sprechi ed inefficienze clamorosi su cui torneremo, era preparata ancora meno del Comune ad incassare le tariffe. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 2009 che ribadì che la Tia1 è un tributo e che doveva stare nel bilancio del Comune e non nel bilancio di una società di diritto privato, nel 2010 il Comune di Latina passava alla tariffa Tia 2”.

Una storia vecchia, che ha riempito per anni le cronache di questa città. Moscardelli non scopre l’acqua calda, ma a lui serve scavare tra i rifiuti per spiegare il fallimento di oggi, al quale secondo il suo ragionamento si arriva anche attraverso la stagione del sindaco Giovanni Di Giorgi.

“Successivamente a Zaccheo il servizio subì un vero e proprio tracollo: pessimo e costoso per cittadini ed imprese e della differenziata neppure l’ombra. Tutto finiva in discarica. Caduto il sindaco Di Giorgi, il commissario Giacomo Barbato giustamente voleva procedere alla gara europea di affidamento del servizio. Eletto Damiano Coletta a giugno 2016, bloccava la gara per l’affidamento del servizio. Intanto Latina Ambiente era gestita dalla curatela e si era nella fase della ipotesi di concordato”.

La bordata alla Lega che avanza

Moscardelli cita: “Venticinque milioni di euro erano i debiti: questo è il regalo alla città per un servizio inefficiente e costoso. Sentire esponenti della Lega (che c’erano prima con Di Giorgi e Maietta con la casacca del centrodestra) che vogliono candidarsi a guidare la città rappresenta una beffa per tutta Latina senza distinzioni politiche”.

Un inciso nel ragionamento di Moscardelli che così torna a parlare della curatela fallimentare che in un solo anno (2017) ha prodotto tre milioni di euro di utili.

“Questa è la misura di ciò che è stato fatto in danno dei cittadini e che ha prodotto 25 milioni di debiti. Solo con l’efficienza della gestione, la riduzione degli sprechi e in particolare con il controllo di settori delicati come il magazzino dell’Azienda si sono raggiunti tre milioni di euro di utili, commenta Moscardelli sulla gestione della curatela.

La stoccata a Coletta

Moscardelli in buona sostanza ha voluto evidenziare che la Latina Ambiente è fallita proprio nel momento in cui produceva utili, grazie ad un’amministrazione sottratta alla politica di turno.

“La Giunta Coletta però non ha mosso un dito – e qui attacca l’attuale sindaco -. Avrebbe potuto concludere il concordato chiudendo a stralcio con i debitori pagando poco più del 50% dei debiti ed avendo la società la proprietà della discarica. La nuova Giunta ottenne così il clamoroso risultato di aver bloccato la gara e di aver fatto fallire Latina Ambiente. Tuttavia, Latina Ambiente deve avere soldi dal Comune e così alla società che va in fallimento il Comune deve dare già svariati milioni di euro, tutti bloccati con appostamenti per il fondo rischi, e c’è tutta la partita dei 23 milioni di euro della Tia1 di cui il Comune deve comunque in parte farsi carico, in quanto responsabile in ultimo del servizio di gestione dei rifiuti”.

“Fallita Latina Ambiente, gli strateghi del Comune – affonda Moscardelli – hanno messo in piedi Abc, azienda comunale e fiore all’occhiello della nuova era. Peccato che i manager e il consiglio d’amministrazione si siano dimostrati inadeguati e senza esperienza e che il parco mezzi sia assolutamente obsoleto. Abc si è rivelata senza capacità di ottenere dalle banche risorse finanziarie a cui deve provvedere il Comune, ossia i cittadini. Risultato: Latina è sporca, la differenziata bassa e il futuro è pessimo”.

Moscardelli a questo punto riprende il suo ruolo di segretario di partito, affermando che il Pd ha costantemente incalzato e denunciato quanto sopra ed ha sempre avanzato proposte di governo. “Inutilmente”, aggiunge.

“Il tema rifiuti – conclude – per chi vuole misurarsi con il Governo di Latina, non può essere bypassato facendo finta di nulla”.

 

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