Un centro di rottami che riceve tonnellate di materiali senza lasciare traccia: è quanto hanno scoperto i Carabinieri Forestali del NIPAAF di Latina, dando il via a un’indagine che ha scoperto un’attività nella zona industriale di Borgo San Donato. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha svelato un traffico di rifiuti speciali e pericolosi, tra cui metalli, batterie esauste e RAEE, gestiti senza i dovuti controlli.
Al centro della bufera un’azienda dedita alla ricezione e smaltimento di ferrosi. Il problema principale? La mancanza totale di tracciabilità, documenti che dovrebbero garantire che ogni carico sia autorizzato e monitorato, qui semplicemente non esistevano.
Il gip del Tribunale di Roma ha disposto il sequestro dell’intero impianto e di undici autocarri intestati a chi trasportava i rifiuti senza permessi. Un colpo durissimo a una filiera che bypassava norme ambientali e rischiava di contaminare il suolo pontino.









