Continua il confronto politico a Sabaudia sul nuovo Piano Antenne approvato dal Consiglio comunale. Da una parte i gruppi di minoranza contestano duramente le scelte adottate dalla maggioranza, dall’altra l’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Mosca difende il provvedimento e annuncia un incontro pubblico per fare chiarezza sul tema.
Al centro della polemica c’è l’area dell’ex Torre dell’Acquedotto progettata da Oriolo Frezzotti, uno dei simboli storici della città. Secondo la minoranza, il Piano approvato rischierebbe di peggiorare la situazione esistente, prevedendo la realizzazione di una nuova struttura alta 32 metri nelle immediate vicinanze della torre e consentendo il passaggio dagli attuali due operatori telefonici a quattro.
I consiglieri di opposizione sostengono di aver più volte chiesto, attraverso emendamenti e interrogazioni, la rimozione delle antenne presenti sulla torre e la loro redistribuzione sul territorio comunale. Una proposta che, spiegano, avrebbe consentito di liberare il manufatto storico senza concentrare ulteriormente gli impianti nella stessa area.
Secondo la minoranza, la nuova struttura avrebbe un forte impatto paesaggistico, soprattutto all’ingresso della città, e sorgerebbe in prossimità di un asilo nido e di istituti scolastici. Inoltre, viene evidenziato il rischio di compromettere un’area verde che, a loro avviso, dovrebbe essere riqualificata e restituita alla fruizione pubblica.
Di diverso avviso l’amministrazione comunale, che ha convocato per il prossimo 25 giugno alle 18.30, presso il Centro Documentazione Angelo Mazzoni, un incontro pubblico dedicato proprio al Piano Antenne.
Il Comune precisa che il regolamento approvato nasce con l’obiettivo di disciplinare un settore che fino a oggi sarebbe stato caratterizzato dall’assenza di una pianificazione organica. Attualmente sul territorio comunale risultano presenti circa cinquanta impianti di telecomunicazione.
L’amministrazione sottolinea che il Piano punta a tutelare la popolazione dall’esposizione incontrollata ai campi elettromagnetici, individuando le aree più idonee per l’installazione degli impianti e introducendo controlli periodici sul rispetto dei limiti previsti dalla normativa vigente.
Per quanto riguarda la vicenda dell’ex Torre dell’Acquedotto, il Comune ricorda che proprio l’opposizione aveva in passato sollevato la necessità di rimuovere le numerose antenne presenti da oltre vent’anni sulla struttura storica. Da qui la necessità di individuare una collocazione alternativa per gli impianti esistenti.
L’amministrazione precisa inoltre che il contestato progetto relativo all’area dell’ex acquedotto non sarebbe previsto nel Piano Antenne approvato dal Consiglio comunale e che l’incontro pubblico servirà anche a chiarire gli aspetti sanitari, ambientali e paesaggistici legati alla presenza delle infrastrutture di telecomunicazione.
Il dibattito resta quindi aperto. Da una parte la richiesta della minoranza di rivedere le scelte adottate e valutare soluzioni alternative, dall’altra la volontà della maggioranza di procedere con una pianificazione ritenuta necessaria per regolamentare il settore e garantire maggiori controlli sul territorio.









