Sanità fuori dal tunnel, Zingaretti: ora dobbiamo ricostruire, priorità alla dignità dei lavoratori

Da sinistra Alessio D'Amato, Nicola Zingaretti, Giorgio Casati, Giuseppe Visconti

La prima volta di Nicola Zingaretti a Latina da segretario nazionale del Partito democratico l’ha celebrata all’ospedale Goretti di Latina… come presidente della Regione Lazio per la cura della Sanità. Un’occasione d’oro per dimostrare da Governatore di aver portato fuori la sanità regionale dal dissesto e dalle restrizioni:”Undici anni fa il commissariamento figlio del crac del sistema; un decennio di piano di rientro che ha comportato tra le altre cose il blocco del turnover”, ha sottolineato il presidente Zingaretti nella sala conferenze della palazzina dirigenziale all’interno della quale questa mattina hanno firmato i contratti di stabilizzazione sei lavoratori sanitari, in rappresentanza di tutte e 87 le unità definitivamente assorbite dalla Asl di Latina, alla presenza del direttore generale Giorgio Casati, del direttore sanitario aziendale Giuseppe Visconti e dell’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. “Il precariato non va mai bene, soprattutto nella sanità che ha bisogno di serenità. Con il blocco del turnover abbiamo perso il passaggio del testimone tra chi usciva, per pensionamento, e chi avrebbe dovuto entrare. Abbiamo assisto in questi anni a 21mila pensionamenti e 10mila giovani medici andati all’estero per lavorare. Oggi siamo nella fase della ricostruzione con al centro la dignità della persona, del lavoratore e della professionalità”.

Zingaretti oggi ha preannunciato una cabina di regia per la ricostruzione della sanità, con un sistema competitivo e a livello europeo.

I numeri delle stabilizzazioni

Ad oggi sono stati già stabilizzati oltre 1.800 lavoratori in tutto il Lazio e arriveranno a 5.000 le assunzioni a tempo indeterminato nei prossimi 5 anni. A partire dal primo gennaio in poco più di due mesi la Regione Lazio ha avviato le procedure per reclutare 1.200 unità di personale per il Sistema sanitario regionale. Per la maggior parte (circa 800 unità) si tratta di personale da reclutare attraverso bandi di concorso e i rimanenti dalla mobilità
nazionale. Nella Asl di Latina dal 2018 ed entro il 2020 saranno 572 le unità di personale stabilizzate. Di queste 168 unità già stabilizzate nel 2018, ulteriori 87 unità di personale già deliberate (e sono quelle che firmano oggi), si aggiungono 107 unità di personale per le quali è già stato pubblicato il bando. Entro il 2020 si aggiungeranno ulteriori 210 unità.

Ma non basta, ora serve la ricostruzione, ha detto Zingaretti anticipando di voler indire gli stati generali della Sanità in tutte le province del Lazio. Il concetto è che questa sanità pubblica va rilanciata e protetta. Insomma ce la dobbiamo mantenere cara: “Negli Stati Uniti per ricevere le stesse cure italiane gli utenti devono essere coperti da assicurazione che costa 10mila euro al mese. Se non ce l’hai non ti curano e sapete cosa sta succedendo nel paese più ricco del mondo? Sta aumentando la mortalità infantile, perché le prime cure a cui le famiglie rinunciano sono quelle preventive”.

Zingaretti ha chiuso il suo intervento sottolineando che al risultato delle stabilizzazioni già effettuate, in corso, e prossime future per la Asl di latina è stato determinante l’apporto dei consiglieri pontini, Enrico Forte, Salvatore La Penna (entrambi del Pd) e Giuseppe Simeone (all’opposizione con Forza Italia), presidente della commissione regionale alla Sanità, tutti e tre presenti alla cerimonia.

In sala il sindaco di Latina Damiano Coletta, accompagnato dall’assessore alla Cultura Silvio Di Francia del Pd e grande sostenitore di Zingaretti alle primarie nazionali per la guida del partito, il presidente della Provincia di Latina Carlo Medici, anche lui del Pd, e il segretario provinciale e comunale del Partito democratico di Latina, l’ex senatore Claudio Moscardelli e Alessandro Cozzolino.

E sull’ampliamento del Goretti e l’avvio dei lavori per la nuova palazzina, Zingaretti ha risposto ai giornalisti scappando via: beh, questo chiedetelo al direttore generale.

 

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