Sequestro avvocato, nelle intercettazioni il movente: “Per 7 anni mi ha preso in giro”

800 litri
Il carcere di Latina

Per sette anni mi ha preso in giro, sa? Non mi ha fatto un’udienza”, lo ripete in continuazione Pantusa a tutte le persone con cui parla e gli investigatori lo intercettano trovando molto di più di quanto sperassero. Secondo gli inquirenti che hanno disposto gli arresti di oggi, 6 febbraio, per il sequestro e l’estorsione di un avvocato di Santa Maria Capua Vetere, trovano la conferma dell’incontro tra i presunti aggressori e il professionista e il movente che avrebbe spinto Ernesto Pantusa ad organizzare il tutto.

Pantusa parlando con l’assistente notarile per depositare i titoli di credito ammette di aver ottenuto il credito per le mancate prestazioni dell’avvocato vittima del sequestro: “Perché le spiego una cosa – le ha detto durante una telefonata intercettata dagli investigatori – l’avvocato in questione … testimone di nozze di mia sorella, pensi… ma guardi… è grottesca la cosa, praticamente per sette anni, per sette anni mi ha preso in giro, lo sa? Non mi ha fatto un’udienza! Una udienza di una causa”. La circostanza del testimone di nozze non ha trovato riscontro.

La donna lo asseconda non potendo immaginare il retroscena: “Lo immagino” e lui rincara la dose: “e avrei… ci sarebbero anche… altre due persone alle quali ha fatto lo stesso giochetto ed ha restituito i denari, che mi dovrebbero… che dovrebbero sì, venire sempre lì da voi, perché … ahimè… insomma… diciamo che la cambiale è protestabile soltanto in regione Campania da quello che… dalle informazioni che abbiamo avuto da un notaio qui…”.

Sempre secondo gli investigatori in un’altra telefonata, del 28 agosto 2019, questa volta alla sorella, Pantusa avrebbe ammesso l’incontro con l’avvocato: “Sapevi pure che ci siamo incontrati con lui, con Debora, con Fabrizio Fava, con quell’altro là, con Salvatore Carleo”, spiegando che tutti sarebbero stati danneggiati dal suo comportamento.

In un’altra conversazione, tra Salvatore Carleo e un’altra persona ben a conoscenza dei fatti proprio perché le erano evidentemente già stati raccontati, Carleo dice che Pantusa ha chiesto di incontrarli per parlare della denuncia della vittima e lui risponde: “Il matto? Quello che gli ha menato, che gli ha dato uno schiaffo in faccia?”. Carleo risponde: “Si si”, e lui: “Non lo dovevi fa venire nemmeno al magazzino questo attrezzo, Sa”. Poi aggiunge: “Quello… gli è arrivato si a quello, gli ha tolto le chiavi della macchina, gli ha dato uno schiaffo, sono cxxxi suoi, così impara a fare…”. Carleo spiega: “Adesso mi stava dicendo il Fava, si è fatto fare le cambiali questo” e ancora: “E l’avvocato è andato protestato perché non le ha pagate, capito, ma sono cxxxi suoi, non possono essere i miei”.