Simone Volpi, calcio oltre il silenzio: il sogno “ad occhi celesti” del ragazzo di Latina

Ci sono storie che vanno oltre il risultato di una partita. Storie che parlano di sacrificio, determinazione e passione. Quella di Simone Volpi è una di queste.

Nato il 1° ottobre 2008, Simone convive fin da piccolo con un’ipoacusia neurosensoriale bilaterale profonda. A soli 15 mesi è stato sottoposto all’impianto cocleare all’orecchio destro, uno strumento che gli ha permesso di affrontare il mondo con una forza e una determinazione fuori dal comune. Ma è stato il calcio a regalargli una delle sue voci più forti.

Il pallone entra nella sua vita a 9 anni, quando inizia il suo percorso a Latina con il Santa Rita. Da lì, una crescita costante che lo porta a vestire le maglie del R11, Borgo Carso, Real Testaccio e Real Latina, mettendo in mostra qualità tecniche, personalità e un carattere capace di non arrendersi mai.

Le sue prestazioni attirano l’attenzione anche fuori regione e arriva l’occasione di un provino con il San Leucio, società molisana militante in Serie D. È l’inizio di un’altra importante tappa della sua giovane carriera.

La stagione successiva è quella della definitiva consacrazione. Con la formazione Under 17 del San Leucio conquista il campionato regionale Allievi del Molise, laureandosi anche capocannoniere della categoria. Numeri che parlano da soli e che gli valgono la fiducia della società, tanto da trovare spazio anche con la Juniores Nazionale, andando nuovamente in gol, e da collezionare presenze nelle gare della prima squadra in Serie D.

Quest’anno un’altra esperienza significativa con il Castrovillari, dove debutta sia nel campionato di Eccellenza sia in Coppa Italia, confrontandosi con il calcio dei grandi. Successivamente arriva il ritorno nel Lazio, al Terracina, dove continua il proprio percorso giocando contemporaneamente con la formazione di Eccellenza e con la Juniores.

Ma il talento di Simone non si ferma ai campionati federali. Con gli Insuperabili è riuscito a conquistare anche il titolo di campione d’Italia, dimostrando ancora una volta che i limiti esistono soprattutto nella mente di chi osserva e non in quella di chi lotta ogni giorno per realizzare i propri sogni.

Chi lo conosce racconta di un ragazzo educato, umile e instancabile. Alto, con gli occhi celesti e un sorriso che trasmette serenità, Simone affronta ogni allenamento con la stessa voglia di migliorarsi. Non cerca scorciatoie, ma lavoro, sacrificio e occasioni per dimostrare il proprio valore.

La sua storia rappresenta un messaggio potente per tanti giovani: le difficoltà possono rallentare un percorso, ma non possono fermare chi ha il coraggio di credere nei propri obiettivi. Simone Volpi continua a rincorrere il suo sogno con il pallone tra i piedi e la determinazione nel cuore, consapevole che ogni traguardo raggiunto è soltanto il punto di partenza per quello successivo.

Perché il calcio, prima ancora di essere uno sport, è una lingua universale. E Simone ha dimostrato che si può parlare benissimo anche quando il silenzio sembra voler avere l’ultima parola.