Niente perizia psichiatrica e niente rito abbreviato condizionato per Sabrina Dal Col. Si apre così, con il no della Corte d’Assise di Latina a tutti i canali difensivi e al giudizio abbreviato, la prima udienza del processo nei confronti dell’ex badante di Antonietta Rocco, la donna di 63 anni ipovedente uccisa un anno fa nel suo appartamento di via Muzio Scevola, nel quartiere Campo Boario a Latina. La Corte ha respinto la richiesta avanzata dai legali dell’imputata, gli avvocati Alessandro Farau e Maurizio Maricca, diretta ad accertare la capacità della donna di stare in giudizio. La 52enne, ex badante della vittima e in carcere dal giorno del delitto, resta quindi a processo con le accuse di omicidio volontario aggravato e rapina. Nel procedimento la sorella della vittima si è costituita parte civile.
I fatti risalgono a un anno fa: le indagini lampo condotte dalla Squadra Mobile avevano subito indirizzato i sospetti sulla Dal Col, permettendo ai poliziotti di recuperare e sequestrare diversi oggetti portati via dalla casa della donna subito dopo il delitto. A luglio era arrivato il rinvio a giudizio disposto dal gup del Tribunale di Latina. Il dibattimento davanti al pubblico ministero Martina Taglione, titolare dell’inchiesta, entrerà nel vivo il prossimo 24 novembre, data in cui riprenderà l’udienza per l’ascolto dei primi testimoni dell’accusa.









