Bimbo morto in piscina, la denuncia dei genitori:”Mancavano le grate ai bocchettoni”

Il Complesso Termale Vescine

L’ipotesi principale ruota intorno a quel braccio rimasto incastrato, una morsa improvvisa che non ha lasciato scampo a Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di 7 anni annegato sabato pomeriggio alle Terme Vescine di Suio. Secondo la Procura di Cassino, il piccolo sarebbe stato letteralmente risucchiato dal bocchettone di aspirazione della piscina, un incidente fatale che ha trasformato in tragedia quello che doveva essere un fine settimana di festa.

A rendere ancora più pesante il quadro investigativo sono le dichiarazioni della famiglia. Tramite il proprio legale infatti, i genitori hanno denunciato la mancanza delle grate di protezione sul sistema di filtraggio. Una notizia che se confermata, rappresenterebbe una violazione gravissima delle normative di sicurezza, poiché proprio quelle griglie hanno il compito di impedire che il corpo di un bagnante possa entrare in contatto diretto con la forza aspirante dell’impianto.

La ricostruzione di quei drammatici momenti parla di un tentativo disperato di salvataggio. Il padre del bambino, un noto commercialista romano, e altri presenti si sono tuffati immediatamente per cercare di liberarlo, ma la pressione esercitata dal bocchettone avrebbe reso vano ogni sforzo iniziale. Anche l’intervento del 118, durato a lungo nel tentativo di rianimare il piccolo, non è servito a evitare il peggio.

Ora l’intera struttura è sotto sequestro e l’inchiesta per omicidio colposo, coordinata dal procuratore Carlo Fucci e dal sostituto Alfredo Mattei, punta a fare chiarezza su ogni dettaglio tecnico. Sarà l’autopsia, disposta per queste ore all’ospedale Santa Scolastica, a stabilire se i segni sul corpo di Gabriele siano effettivamente compatibili con il bloccaggio meccanico e il trascinamento. Parallelamente, i carabinieri stanno acquisendo i filmati della video sorveglianza e le perizie sull’impianto per accertare se quella vasca, in quel sabato pomeriggio, fosse davvero a norma o se una tragica negligenza abbia spezzato una vita appena agli inizi.