Latina, il vescovo Crociata presenta la Lettera Pastorale 2026/2027

L’umano al centro della riflessione e del cammino diocesano. Con questo criterio il vescovo di Latina Mariano Crociata ha consegnato la sua Lettera Pastorale 2026/2027 dal titolo Per la gioia che è venuto al mondo un uomo… – Essere, diventare, rimanere umani, che fa riferimento al versetto 16,21 del Vangelo di Giovanni.

L’occasione è stata l’Assemblea Pastorale diocesana, tenuta ieri sera presso la Curia vescovile di Latina e moderata dal Vicario generale don Enrico Scaccia. A presentare il nuovo orientamento pastorale è stata la professoressa Maria Forte, che ha messo in evidenza i tratti particolari della Lettera. Al termine è seguito un momento di confronto tra i gruppi presenti, con domande a cui ha risposto direttamente il vescovo.

L’intera Lettera è disponibile sul sito della Diocesi pontina diocesi.latina.it.

«Quelli della lettera sono pensieri che vengono dal sentire della Chiesa in tutti questi anni», ha spiegato monsignor Crociata a margine dell’assemblea. I riferimenti diretti della riflessione sono quelli del Magistero, come l’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV, oltre a recenti documenti del Dicastero per la Dottrina della Fede, della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale.

Perché una lettera pastorale sull’umano?

È la domanda da cui parte Crociata all’inizio del documento:

«Ci si aspetterebbe che essa si occupi di temi di genere religioso, spirituale, pastorale. Se lo facciamo è per due ragioni. La prima, secondo cui in realtà la fede cristiana e l’esperienza ecclesiale toccano, eccome!, la condizione umana, e anzi intendono comprenderla sempre meglio e darle attuazione e pienezza. La seconda, perché viene sempre più in evidenza un senso di timore, e in alcuni casi una sorta di allarme, per la deriva che sembra prendere la nostra umanità, sia nel grande mondo delle guerre e dei disastri climatici, naturali e umanitari di ogni genere, sia nel piccolo delle fatiche e dei drammi che si consumano».

D’altronde la fede cristiana trova fondamento nel mistero dell’Incarnazione, con Gesù, Figlio di Dio, che assume la natura umana.

Diventare umani è un processo

Nella prima parte Crociata parte dal tema della nascita, affrontato con dovizia, fino a dire che «la nascita biologica è un inizio, ma diventare umani è un processo». È la sfida che riguarda tutti.

Il percorso della Lettera porta poi alle domande fondamentali della vita: Che cosa fare della mia vita? Chi è l’altro? Quale responsabilità verso gli altri? Quale ruolo hanno gli adulti? Che cosa significa educare? Che cosa significa costruire il bene comune? Domande diverse che hanno un denominatore comune: cosa significhi vivere da esseri umani.

Come sottolineato nella presentazione, il Vescovo non offre una semplice definizione dell’uomo. Non dice: “L’uomo è questo”. Propone piuttosto un percorso che parte dalla nascita e attraversa la scelta, la coscienza, la tecnologia, l’altro, l’educazione, la società, la libertà. Poi ritorna a Cristo per rileggere l’umano guardando sempre a Lui. E infine apre lo spazio della speranza.