A cena con nonno Aldo Zago, 100 di queste serate!

“Giovanotto”. Così Aldo Zago ha sempre chiamato il sottoscritto, ogni volta che ci incontriamo. Nel tempo quel giovanotto ha raggiunto sostanzialmente la metà dei suoi anni. Nonno Aldo ha soffiato su una torta enorme, composta dalle tre cifre, che messe insieme fanno 100. Traguardo grandioso, più diffuso di quanto si pensa da questi parti. Tanto più tra quegli eterni anziani, che hanno vissuto una vita lontana dai rumori e le luci, che oggi ci travolgono. “Non pensavo proprio di arrivarci”.

Riflessione immediata, prima della cena di gran gala, organizzata nella sua Borgo Carso, frazione dove si trova il podere in cui vive tutt’ora e dove ha messo le radici, tirando su la famiglia, nata dall’amore con la sua adorata Agnese Luison, che è andata via qualche anno fa. Manco a dirlo, due veneti che si conoscono nell’Agro Pontino. Lui del Trevigiano, lei del Padovano. “Sono nato a Lancenigo, una frazione di Villorba e facevo l’uscire in Comune. Ma non piaceva molto quel mestiere”. Lucidissimo nella ricostruzione di una storia, che lo porterà ben presto a vivere nel podere assegnato a papà Giovanni e mamma Giulia in via dell’Agora. E’ qui che la famiglia continua a espandersi, perché alla fine i fratelli saranno 13. Oggi ce ne sono cinque, il più piccolo, oltre gli 80, è Fortunato, che vive a Cisterna. Le altre sorelle sono Matilde, a Borgo Piave, per arrivare alle più lontane Luciana a Montpellier in Francia e Genoveffa a Firenze.

“Sto facendo la videochiamata, sono gemelle”, dice Aldo di quest’ultime, lasciando intendere che anche a 100 anni ci si può aprire all’ innovazione, ma la tradizione resta sempre viva nei ricordi: “Sono stato contadino e allevatore e se rinascessi, farei soltanto questo. Ancora oggi chiedo se siano stati effettuati  i lavori, partendo dal taglio dell’erba”. E’ la normalità per chi in mezzo ai campi c’è stato fino a 95 anni, l’età fino alla quale hanno rinnovato puntualmente la patente di guida.

Oggi si nutre degli affetti dei suoi cari a partire dai  cari figli Marisa, Anna, Giovanna e Gianni, da cui sono arrivati nove nipoti e 13 pronipoti. A proposito di numeri, a cena sono un centinaio tra amici e parenti. Arrivano anche il sindaco di Latina, Matilde Celentanto e il consigliere della Provincia Renzo Scalco.

“Partecipare ai 100 anni di Aldo Zago è stato un momento di profonda commozione e orgoglio – ha dichiarato il sindaco Celentano –. La storia di Aldo è la storia stessa di Latina: una vita fatta di lavoro nei campi, sacrifici e profondo amore per la famiglia e per questa terra che lo ha accolto da bambino. Con la sua straordinaria lucidità e la sua forza tempra, Aldo rappresenta la memoria viva delle nostre radici pontine e un esempio prezioso per le giovani generazioni. A lui, ai suoi figli, ai nipoti e ai pronipoti vanno i più sentiti auguri di buon compleanno da parte di tutta la città di Latina”. Un pensiero scolpito nella targa ricordo della Celentano consegnata a nonno con l’augurio: “Che continui ad essere luce di speranza per la sua famiglia e memoria per le nuove generazioni della nostra comunità.” Messaggio ad imperitura memoria. Fuochi d’artificio a fine serata. Tanti auguri nonno Aldo!