Una panchina come simbolo di una città più accessibile e inclusiva. È questo il significato dell’iniziativa promossa dall’Associazione Il Libro di Emiliano, che aggiunge un nuovo tassello a un percorso dedicato all’abbattimento delle barriere e alla partecipazione di tutti alla vita della comunità. È infatti stata inaugurata una panchina inclusiva in Piazza Berlinguer:
“Inauguriamo una panchina, ma in realtà inauguriamo molto più di una semplice panchina – scrive Piera Bernardi, fondatrice dell’associazione, sui suoi canali social. Come Associazione II Libro di Emiliano – una storia da continuare, sappiamo bene che una panchina inclusiva non può risolvere da sola il problema dell’inclusione, e non vuole farlo. L’inclusione si costruisce attraverso azioni concrete, attraverso strumenti che permettano davvero a tutti di vivere gli stessi luoghi e condividere le stesse esperienze. E quello che abbiamo cercato di fare, ad esempio, con le sedie Job donate agli stabilimenti balneari del lungomare di Latina, perché il mare deve essere accessibile a tutti. E quello che abbiamo fatto attraverso la sedia da maratona, perché anche lo sport deve essere un diritto e un’opportunità per tutti. E oggi,con questa panchina, aggiungiamo un altro piccolo tassello a questo percorso”.
“Una panchina può sembrare una cosa semplice, quasi scontata. Ma può diventare un simbolo: il simbolo di una città che non vuole lasciare indietro nessuno. Un luogo dove sedersi, incontrarsi, parlare, aspettare qualcuno, condividere un momento”.
“Noi abbiamo sempre cercato di far passare un messaggio molto semplice: il mare è di tutti, lo sport è di tutti, la città è di tutti. Oggi, però, vogliamo aggiungere una parola che per noi fa tutta la differenza: insieme”.
“Perché non basta dire che un luogo è di tutti se poi ognuno lo vive separatamente. La vera inclusione nasce quando siamo insieme, quando le differenze non diventano distanze, ma occasioni per conoscerci, comprenderci e crescere”.
“Una sedia Job permette di arrivare al mare. Una sedia da maratona permette di vivere lo sport. Questa panchina vuole ricordarci che la città deve essere uno spazio nel quale tutti possano stare, incontrarsi e sentirsi parte della stessa comunità”.









