Paura questa mattina in via Badino, a Terracina, dove un incendio divampato in una struttura abbandonata ha reso necessario l’allontanamento precauzionale degli studenti della vicina scuola Giovanni Paolo II. La decisione è stata presa dalla dirigenza scolastica dopo che, a causa dell’aria irrespirabile nelle aule, è scattato l’invito ai genitori a raggiungere l’istituto per ritirare i propri figli.
Sul posto sono intervenuti rapidamente i vigili del fuoco del distaccamento locale, insieme a carabinieri, polizia e agenti della Municipale. Le operazioni di spegnimento hanno consentito di riportare la situazione sotto controllo in tempi brevi, evitando conseguenze più gravi.
L’episodio ha riacceso anche le preoccupazioni di genitori e residenti della zona, che da tempo segnalano lo stato di degrado dell’area. «Da tempo quello stabile è diventato ricovero di sbandati e a nulla sono valse, in passato, le nostre proteste per un controllo costante di quella zona franca», hanno denunciato alcuni genitori, mentre i cittadini hanno riferito di aver avvertito nell’aria, oltre al fumo nero, anche un forte odore di plastica bruciata.
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, che ha voluto ringraziare pubblicamente i soccorritori e fare il punto sul futuro dell’opera di via Badino, inserita nel piano di zona Arene 1. Il primo cittadino ha dichiarato:
“Desidero esprimere un sincero ringraziamento ai Vigili del Fuoco e alle Forze dell’Ordine per il tempestivo intervento oggi nell’edificio a ridosso di via Badino che rientra nel piano di zona Arene 1. Mi sono immediatamente recato sul posto per sincerarmi della situazione. Voglio ricordare che si tratta di un’opera privata, che diventerà pubblica non appena completati i lavori. È infatti un progetto pubblico-privato, che come noto è rimasto fermo per anni a causa di un ricorso presentato da alcuni proprietari su ricorsi fatti all’epoca. Una prima sentenza aveva dato ragione ai privati, bloccando di fatto i lavori. Il Comune di Terracina ha quindi presentato ricorso in appello, ottenendo questa volta una sentenza favorevole che adesso è passata in giudicato. Una vicenda giudiziaria legata ad un’indennità per l’esproprio che adesso finalmente si è conclusa. Il privato soggetto attuatore dell’opera, che prevede tra l’altro la realizzazione di una sala conferenze, ha già presentato un nuovo cronoprogramma, e gli Uffici Urbanistica sono al lavoro per la convenzione integrativa che verrà portata in Consiglio Comunale entro l’estate. Si procederà dunque alla firma della convenzione, e contiamo di far riprendere i lavori entro l’autunno. Da cronoprogramma presentato dal privato che sta realizzando l’opera i lavori devono concludersi entro 18 mesi dalla loro ripresa. L’opera solo una volta completata diventerà pubblica. È sempre stata nostra intenzione completare i lavori nella zona servizi del piano di zona Arene 1, che a lungo sono rimasti bloccati non per nostra volontà. Sono infatti presenti nel PIAO e nel DUP. Grazie al ricorso presentato dall’Amministrazione e alla sentenza passata in giudicato potremo ora arrivare alla conclusione di questo iter, riqualificando un’area e offrendo nuovi servizi per la Città”.
L’incendio ha quindi riportato l’attenzione non solo sulla sicurezza della zona, ma anche sul futuro di un’area rimasta per anni incompiuta e al centro di una lunga vicenda amministrativa e giudiziaria.









