Latina, il super assessore Buttarelli a rischio incompatibilità

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Gianfranco Buttarelli

Si chiama Granfranco Buttarelli. E’ il nuovo assessore all’urbanistica del Comune di Latina. Un professionista d’eccezione, con una lunghissima esperienza su campo. Membro effettivo dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu), vice presidente della sezione regionale del Lazio, è stato dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Cisterna per lunghissimi anni prima di approdare nel settore Affari generali dove tuttora mantiene il suo ruolo.

L’ultimo atto, in ordine di tempo, firmato da Buttarelli per il Comune di Cisterna risale al 4 luglio 2016, lunedì scorso, esattamente il giorno che il sindaco di Latina Damiano Coletta, con proprio decreto, gli ha conferito l’incarico per il super assessorato all’assetto del territorio, urbanistica, edilizia pubblica e privata, viabilità, trasporto pubblico e privato, pianificazione strategica. Contestuale la firma di accettazione. Probabilmente di atti ne firmerà ancora, visto che non risulta alcuna richiesta formale di aspettativa e che il suo ruolo di dirigente comunale (di Cisterna) glielo impone.

L’ingegnere Buttarelli ha comunicato al sindaco di Cisterna Eleonora Della Penna di aver ricevuto incarico assessorile al Comune di Latina e di aver chiesto parere all’autorità competente sulla potenziale condizione di incompatibilità. Già, l’incompatibilità.

I casi di incompatibilità tra incarichi dirigenziali interni ed esterni e cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali vengono stabiliti dall’articolo 12 del decreto legislativo numero 39 dell’8 aprile 2013, che recita: “Gli incarichi dirigenziali, interni ed esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello provinciale o comunale  sono incompatibili con: a) la carica di componente della giunta o del consiglio della regione; b) la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un Comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione, ricompresi nella stessa regione dell’amministrazione locale che ha conferito l’incarico”. Un dettaglio (quello contenuto nella lettera b) che a Buttarelli non deve essere sfuggito affatto tanto da chiedere specifico “parere”. Hai visto mai che la giurisprudenza non abbia allargato gli orizzonti del restrittivo decreto legislativo?

Restando ancorati al decreto legislativo 39 aggiungiamo che la vigilanza sul rispetto delle disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità spetta, ai sensi dell’articolo 15, al responsabile del piano anticorruzione di ciascuna amministrazione pubblica. In presenza di violazioni, il responsabile del piano anticorruzione deve provvedere a contestare all’interessato l’esistenza o l’insorgere delle situazioni di inconferibilità o incompatibilità e a segnalare il caso all’Autorità nazionale anticorruzione, all’Autorità garante della concorrenza nonché alla Corte dei conti. L’ articolo 19 prevede, quale conseguenza per lo svolgimento degli incarichi in una delle situazioni di incompatibilità, decorso il termine perentorio di quindici giorni dalla contestazione all’interessato, da parte del responsabile di cui all’articolo 15, la decadenza dall’incarico e la risoluzione del relativo contratto, di lavoro subordinato o autonomo. Restano ferme le disposizioni che prevedono il collocamento in aspettativa dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni in caso di incompatibilità.

Ci si chiede se il responsabile del piano anticorruzione del Comune di Latina, il segretario generale Pasquale Incarnato, abbia esaminato la pratica Buttarelli. Ma al di là di ciò, stupisce che nonostante il sindaco Coletta abbia dichiarato di aver atteso 13 giorni prima di presentare la giunta per consentire a ciascuno della squadra di governo di risolvere problemi rispetto al proprio lavoro (qualcuno va in aspettativa – scriveva il Messaggero riportando le parole del primo cittadino -, qualcuno in part time, qualcuno ha dovuto anche fare due conti perché in tanti ci rimetteranno dei soldi e lo fanno perché vogliono dare un contributo alla città), Buttarelli sia rimasto con un piede in due scarpe in attesa di un parere extra di fronte ad una norma chiara. Un’altra ombra sulla giunta di Coletta?

Restando nell’ambito del super assessorato, citiamo l’intervento di ieri di Massimo De Simone, presidente del comitato Metro Bugia (leggere qui la versione integrale), volto a segnalare un insolito accorpamento di deleghe “per tre macro settori che già presi singolarmente vanno a costituire degli assessorati pesanti”: urbanistica, lavori pubblici e trasporti. “Ciascuno di questi tre macro settori, ognuno dei quali ha ovviamente un proprio dirigente, richiederebbe di per sé – scrive De Simone nella sua nota stampa – un super assessore impegnato a tempo pieno per tener fede ai pesanti impegni presi con i cittadini, mentre invece, nella nuova amministrazione Coletta, la somma totale delle deleghe è stata attribuita ad un unico uomo, già dirigente del Comune di Cisterna. Si ritiene opportuno rappresentare che praticamente nessun comune italiano delle dimensioni di Latina prevede per la gestione di questi settori un solo e unico assessorato. La circostanza, già per sé anomala, desta ancora più stupore in ragione del fatto che il nostro Comune risulta gravato da specifiche e rilevanti problematiche per ognuno di essi. Eppure sono stati assegnati nove assessorati, con competenze neanche lontanamente paragonabili ad uno solo dei tre maxi settori elencati e qualcuno mancante financo della diretta struttura dirigenziale. Perché? C’è un motivo particolare? Quale sarebbe?”

Per Massimo De Simone, che sulla giunta del neo sindaco lamenta anche un’imprecisata attribuzione di altre deleghe importanti, come ad esempio quella del contenzioso, contrariamente all’impegno assunto da Coletta circa una minuziosa definizione dei compiti, l’aver creato un super assessorato della portata urbanistica-lavori pubblici-trasporti equivale ad aver messo nelle mani di Buttarelli le chiavi del Comune. Un gioco pericoloso per la neo amministrazione comunale.

 

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