Caccia illegale nel mirino di Nipaf e Wwf. L’ultimo blitz a Monte Leano. Il tema degli incidenti

Caccia sotto accusa in provincia di Latina. E’ di ieri la notizia della denuncia alla Procura della Repubblica, da parte dei carabinieri forestali del Nipaf di Latina, di due bracconieri pizzicati con armi e cani, nell’area protetta di Monte Leano a Terracina. Un terzo cacciatore si è dato alla fuga, ma i forestali puntano alla sua identificazione. Il gruppo fa parte della squadra di caccia al cinghiale denominata “I predatori” della Fiora autorizzata dall’Atc2. Lì, in pieno parco naturale regionale, non avrebbero dovuto spingersi per la caccia al cinghiale e invece lo hanno fatto violando ogni regola e probabilmente non era la prima volta. I carabinieri del Nipaf, infatti, avevano ricevuto segnalazioni che a Monte Leano da qualche tempo venivano effettuate battute illegali di caccia al cinghiale e ieri si sono appostati, nascosi tra la vegetazione, sorprendendo il gruppo nella flagranza di reato. Sequestrati un fucile a pallettoni, munizioni e radio. Conseguenze ci saranno anche per la squadra “I predatori”, hanno fatto sapere dal comando del Nipaf. La zona di Monte Leano è stata devastata questa estate dagli incendi e molti sono i sospetti sulle diatribe tra squadre di “cinghialari”. Gli incendi inoltre stanno duramente compromettendo anche la stabilità delle rocce, si tratta di una zona molto delicata dal punto di vista idrogeologico ed è spesso interessata da smottamenti e frane.

Oggi il Wwf Litorale Laziale afferma che non può ritenersi portatore della verità ma che alla luce del blitz del Nipaf qualcosa da dire e da suggerire all’Amministrazione comunale di Terracina lo ha: “La disponibilità a collaborare – fa sapere il presidente Franca Maragoni – è stata più volte offerta ma, ad oggi, il dirigente del settore competente, seppur dimostratosi, sin da settembre, interessato, non ha trovato modo di incontrarci. Intanto l’esercizio dello sport continua”.

L’operazione antibracconaggio messa a segno dai carabinieri forestali ieri mattina segue di pochi giorni il blitz effettuato attorno alle sponde del lago di Fondi, in piano Parco regionale dei Monti ausoni, che ha portato al deferimento di altri tre bracconieri sorpresi mentre facevano incetta di folaghe destinate ai ristoranti della zona di Monte San Biagio: posti sotto sequestro 130 cartucce, il fucile e 12 folaghe abbattute. Forse ha ragione il Wwf nel richiedere iniziative anti-bracconaggio anche alle amministrazioni comunali. La collaborazione con le associazioni ambientaliste può costituire un utile supporto al controllo affidato alle forze dell’ordine. A Ponza e in particolare sull’isola di Palmarola il volontariato messo in campo da Lac e Cabs ha contribuito negli ultimi anni ad ottimi risultati del Nipaf contro il bracconaggio, scoprendo anche un arsenale di armi illegali. Purtroppo però gli ambientalisti armati di cannocchiale e macchine fotografiche finiscono nel mirino delle amministrazioni comunali. Si spera che da Fondi e Terracina il segnale sia diverso.

Questa mattina a Lenola tragedia sfiorata durante una battuta di caccia in località Sterza Piana: un cacciatore è rimasto ferito ad una gamba da un colpo esploso dal suo fucile, rimbalzato su una pietra e tornato indietro. Soltanto pochi giorni prima di Natale a Sonnino si è verificato un altro incidente di caccia: un 64enne di Sabaudia è rimasto ferito al gluteo e ad una gamba dal fuoco amico di un compagno di caccia al cinghiale. Di caccia si può anche morire, come nella pratica di tanti altri sport. Ci si augura che almeno sia svolta nella totale legalità non soltanto per il bene della fauna ma anche per la riduzione del rischio per la pubblica incolumità e dei partecipanti stessi.

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