Comune di Latina, graduatorie hackerate e assunzioni poco trasparenti. La rivelazione di Zuliani

Nicoletta Zuliani

Ieri sera nel corso del Consiglio comunale di Latina indetto per l’approvazione del bilancio preventivo, l’esponente dem Nicoletta Zuliani ha chiesto più trasparenza nelle assunzioni dell’ente. Un tema ricorrente quello del personale del Comune nell’assise di ieri. Il caso Borrelli, sollevato dal consigliere Matteo Adinolfi della Lega, è stato ripreso in più interventi. Alessandro Calvi di Forza Italia si è mostrato preoccupato per la continua perdita di professionalità con richieste di trasferimento da parte del personale di ruolo che preferisce andare a lavorare in altri enti, lasciando intendere che forse c’è un problema che l’amministrazione sta sottovalutando. Il vice sindaco Paola Briganti, con delega al personale, ha replicato sostenendo che se è vero che diversi dipendenti hanno scelto di trasferirsi, senza alcun ostacolo da parte dell’amministrazione che certo non vuole ostacolare aspettative e carriere di nessuno, è pur vero che agli avvisi del Comune di Latina hanno risposto altrettanti dipendenti pubblici felici di arrivare a piazza del Popolo.

Poi l’affondo di Zuliani (ascolta l’audio in basso). La consigliera del Partito democratico ha scoperchiato un sistema a suo dire poco trasparente con il quale l’amministrazione comunale avrebbe attinto alle graduatorie, osservando che solo in alcuni casi si è proceduto ad avviso pubblico con richiesta per una determinata categoria. E’ il caso delle assunzioni dei nuovi dirigenti, mentre per le categorie inferiori si sarebbe andati avanti sotto una coltre di nebbia.

Mettendo da parte il fatto che non tutte le nuove assunzioni sono state precedute da bandi di mobilità, il Comune – secondo la consigliere – avrebbe dovuto fare ricorso per attingere alle graduatorie inevase degli altri entri al portale governativo www.monitoraggiograduatorie.gov.it. Ma si scopre – attacca la consigliera – che questo portale governativo all’occorrenza risultava hackerato. Proprio così, lo dicono gli atti amministrativi di luglio, settembre e novembre 2017, relativi a sei/sette assunzioni.

L’hackeraggio avrebbe di fatto spinto l’amministrazione ad attingere direttamente alle graduatorie dei singoli Comuni per poi effettuare una scelta in base a criteri non noti. La consigliera ha detto che intanto il regolamento per le assunzioni non è pubblico, lei stessa ha riferito di esserselo andato a prendere negli uffici, e non è stato aggiornato rispetto alle successive modifiche apportate negli anni con delibere di giunta. Dopo aver acquisito tutte le delibere che andavano a modificare detto regolamento, la consigliera ha scoperto che all’interno di questo regolamento non è indicato il criterio di scelta. Un buco di cui sarebbe stato al corrente anche l’ex assessore Antonio Costanzo tanto che attraverso una corrispondenza con gli uffici avrebbe cercato di colmare il vuoto. Ma la consigliera ha spiegato che il “criterio di Costanzo” resta non noto come sconosciuto è il criterio con il quale nell’ambito di una graduatoria l’amministrazione avrebbe operato la scelta.

In ultimo, la consigliera ha sottolineato anche il fatto che l’amministrazione attingendo a graduatorie di altri enti si sarebbe dotata di “nuove” figure di categoria D, nonostante fossero già in servizio presso il Comune di Latina, invece di completare o annullare il concorso interno. Della serie progressioni ad personam?

Per tutte queste ragioni e anche per la preoccupazione della continua emorragia di professionalità, memoria storica degli uffici, la consigliera ha chiuso il suo intervento chiedendo all’amministrazione più trasparenza.

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