Lampioni divelti sulla Pontina, Marchiella attacca: Regione assente, Comune muto: ridateci le Province

Andrea Marchiella, esponente di Fratelli d’Italia e consigliere comunale di Latina, reclama interventi sulla rotatoria senza lampioni all’altezza di Borgo San Michele e invoca il ripristino delle Province: “Indispensabile restituire loro autonomia operativa”.

A volte basta un incidente o un semplice episodio per far emergere delle preoccupanti falle nell’assetto istituzionale creato dalle discutibili riforme degli anni scorsi. Per entrare nello specifico, secondo il consigliere comunale Andrea Marchiella bastano dei lampioni divelti per capire che il sistema attuale non funziona, perché gli enti coinvolti non agiscono come dovrebbero o perché non sono più in grado di farlo. L’imprevisto in questione è una rotatoria sulla Pontina, all’incrocio con la Migliara 43, all’altezza di Borgo San Michele. Da oltre un mese quello snodo della 148, molto trafficato e a pochi chilometri dal capoluogo, è totalmente al buio e presenta dei pali divelti sul terreno, quasi a ridosso della carreggiata.

Una situazione inaccettabile per l’esponente di Fratelli d’Italia:“E’ inammissibile che la Regione non abbia ancora provveduto al ripristino e alla messa in sicurezza della rotatoria. Alla Pisana, evidentemente, non hanno alcun controllo della situazione, soprattutto se ci si allontana dalla Capitale. La responsabilità, però, non è solo del Governatore Zingaretti. Il problema principale sta nell’assoluto silenzio del suo principale interlocutore sul territorio, il Comune di Latina. Nonostante le segnalazioni di molti automobilisti e di tanti residenti, nessuno ha mosso un dito per sollecitare chi di dovere a riattivare l’illuminazione e a rimuovere quei lampioni e quei pali abbandonati sul terreno. Chi amministra la seconda città del Lazio conferma quindi la sua scarsa attenzione verso le esigenze e la sicurezza dei cittadini, che diventa totale indifferenza se si tratta di questioni che non rientrano tra le sue competenze. Il quadro è dunque a dir poco desolante: la Regione è assente, il Comune è muto. Motivo in più per restituire autonomia finanziaria e operativa alla Provincia, ente indispensabile per la gestione, la tutela e lo sviluppo del territorio: ci auguriamo che vada avanti e si concluda in tempi brevi l’iter per la revisione della riforma di quattro anni fa, perché quel vuoto venutosi a creare non fa che accrescere le mancanze delle altre istituzioni”.

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