Apologia del “Negozio”, tra economia locale e memoria storica di una Comunità

Il negozio di vicinato(Foto IA)

Economia

Rubrica settimanale 

di Ivan Simeone

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Ivan Simeone

Il “Negozio”? Non è solamente un luogo di pura vendita o di “produzione economica” ma è un qualche cosa in più.

“I negozi di prossimità non sono solo attività economiche, ma presìdi sociali che garantiscono vivibilità, sicurezza e identità ai nostri territori.” Lo rammenta Nico Gronchi, imprenditore nel settore della distribuzione di moda e calzature, ed oggi Presidente nazionale della Confesercenti.

Il negozio ha in sé un valore aggiunto che oggi, dove la globalizzazione impera, riacquista un ruolo sociale. Lo diciamo sempre: il negozio del quartiere, il commercio di vicinato è il cuore delle nostre strade e delle nostre Città. È “presidio sociale” ma soprattutto di umanità. È presidio della memoria storia di una Comunità.

Il commercio, come il negozio, hanno un “cuore antico”. Nascono con la nascita dell’umanità, con le esigenze delle genti per poi andare a consolidarsi nel medioevo.

Nel medioevo nascono le fiere e il primo sistema creditizio. I primi banchieri furono i famosi monaci Templari; famosa è la lettera di credito (lettera di cambio) da loro concepita.

Mercanti e Artigiani erano uniti in corporazioni che regolamentavano un po’ tutta la vita del settore. Due aspetti produttivi, due mondi che si muovono -ancora oggi- in stretta simbiosi anche se con peculiarità differenti.

Nell’antica Roma esistevano le ”Tabernae, piccoli locali sulla strada, dove si vendevano cibo, vino, stoffe e altri beni. Queste rappresentano un passaggio fondamentale verso il concetto moderno di negozio per poi arrivare nel medioevo con “botteghe” che cominciavano a specializzarsi nei diversi settori merceologici.

Negozio come luogo di vendita, ma anche di produzione e identità professionale.

Il Negozio moderno vive di questi principi essenziali: rapporto diretto con il cliente, una realtà a dimensione d’uomo, rapporto diretto con il cliente. Commercio e Artigianato due aspetti di un’unica funzione: rispondere all’esigenza del consumatore, del cliente.

Il “Negozio” ha in sé una grande funzione di redistribuzione delle risorse economiche in un territorio, in una città e dà l’opportunità di lavoro a uomini e donne prevalentemente locali. Il Negozio come memoria storica di una Città, di una strada.

Ovviamente oggi la sfida non è delle più semplici.

I dati vedono una palese difficoltà per i piccoli negozi ma le difficoltà devono essere affrontate e bisogna adeguare la propria attività alle sfide del momento, rinnovandosi, digitando la nostra piccola impresa, affrontando una continua formazione e aggiornamento; in definitiva accettando le sfide del cambiamento in corso.

A livello legislativo non esiste una vera “legge quadro” del settore. Abbiamo una legge nazionale, la “Riforma Bersani” del 1998, che inquadra l’intero settore ma poi molte disposizioni che regolamentano le attività commerciali sono regionali se non addirittura comunali.

Il “Sistema”, in quanto tale, dovrebbe porre in essere quei correttivi atti a supportare queste realtà ma spesso ci si annega tra mille parole e discorsi per poi lasciar che tutto scorra così com’è. Registriamo da sempre una attenzione massimo alle grandi imprese per considerare in maniera residuale la micro attività, spesso a conduzione familiare, senza comprenderne appieno il valore sociale oltre che economico.

Il Commerciante, come l’Artigiano, sono figure essenziali per lo sviluppo di un territorio e spesso sono chiamati a “fare impresa” tra mille problemi e incongruenze…ma vanno avanti. Un concetto attribuito a Henry Ford ci dice che quando tutto sembra andare male, ricorda che gli aerei decollano contro vento, non con il vento a favore. I nostri piccoli imprenditori spesso devono andare “controvento” per fare impresa.

In un mondo dove tutto sta diventando estremamente “veloce”, dove gli acquisti on line con le grandi piattaforme globali ti portano ad avere il prodotto scelto il giorno dopo a casa tua, l’acquisto nel “negozio” sotto casa diviene una vera scelta economica e sociale. Scelta di qualità e scegliere di acquistare nel negozio sotto casa è anche la scelta di una idea di Città a misura d’uomo dove il particolare ed il bello vanno a coniugarsi con il rapporto personale e con la promozione del territorio.