Latina, Ranaldi su Satricum: “Il patrimonio cittadino si restringe”

Tempi lunghi, nessuna data certa e zero coperture di bilancio. È quanto emerso oggi in Consiglio comunale a Latina durante la discussione dell’interrogazione di Nazzareno Ranaldi, capogruppo di Per Latina Duemilatrentadue, sulla chiusura della Mostra “Satricum. Scavi e reperti archeologici” (ex Cartiera di Borgo Le Ferriere) e dell’Acropoli di Mater Matuta.

A rispondere in aula, dopo due rinvii, è stato il vicesindaco Massimiliano Carnevale, data la mancanza di un assessore alla cultura e la delega rimasta in capo alla sindaca Matilde Celentano. Il quadro delineato rinvia la riapertura della Mostra a fine 2027 e quella dell’Acropoli a fine consiliatura, nel 2028.

Secca la replica dell’opposizione. Ranaldi ha sottolineato come alle scadenze generiche non si accompagnino né impegni di spesa né risposte sulla messa a norma dei siti:

“Un voto unanime dell’aula per l’istituzione del Parco Museale Civico ha senso solo se si traduce in atti concreti. L’immobile dell’ex Cartiera è di proprietà comunale e le utenze sono già coperte, eppure una Mostra di valore inestimabile resta sbarrata da troppi anni. Con l’Acropoli chiusa abbiamo interrotto le attività didattiche che portavano ogni anno centinaia di studenti di Latina a vedere sorgere l’aurora di Mater Matuta, un’esperienza di rara forza formativa”.

L’interrogazione ha sollecitato un dialogo immediato con la Fondazione Latina 2032 e il Ministero della Cultura per realizzare una mostra di rilievo internazionale e riportare in città i reperti oggi custoditi a Villa Giulia, in vista del Centenario del 2032.

Tuttavia, il caso Satricum s’inserisce in una sofferenza più ampia del patrimonio cittadino, tra la chiusura del Procoio, della Pinacoteca e del Museo della Medaglia:

“Il patrimonio culturale cittadino, anziché crescere, si restringe. Gestire un museo richiede continuità, un direttore artistico, fondi certi e personale qualificato: oggi Latina non dispone di nessuno di questi quattro elementi. A questo si aggiunge un settore che esige programmazione quotidiana ma è di fatto privo di una guida politica, dato che la delega è rimasta alla sindaca. Una città che si prepara al Centenario non può lasciare senza un responsabile proprio la cultura”.