Astice e Petrus, i pm chiedono oltre 120 anni di carcere per i 26 imputati

Centoventi anni e otto mesi. Questa la richiesta di condanna totale dei pubblici ministeri Giuseppe Bontempo e Valerio De Luca per i 26 imputati del processo Astice e Petrus.

Si è tenuta questa mattina presso il tribunale di Latina l’udienza preliminare relativa all’inchiesta sui favori all’interno del carcere di Latina, dove secondo l’accusa sarebbero entrati droga, ma anche pesce cucinato al ristorante per banchetti d’eccezione tra i detenuti che pagavano profumatamente.

In aula, davanti al giudice Giorgia Castriota, c’era tutto il collegio degli avvocati – composto tra gli altri da Alessia Vita, Sandro Marcheselli, Domenico Oropallo, Giancarlo Vitelli, Oreste Palmieri, Gianmarco Conca, Italo Montini e Maria Antonietta Cestra – e diversi detenuti arrivati dal carcere in cui sono ristretti.

Il pubblico ministero De Luca ha ripercorso le singole posizioni e contestato gli episodi facendo molto spesso riferimento alle intercettazioni, poi insieme a Bontempo hanno chiesto 10 anni di reclusione per Simone e Riccardo Petrillone, 5 anni per Angelo Petrillone, 5 anni per Massimiliano Del Vecchio e Gennaro Amato, 4 anni e 2 mesi per Antonio Dinoia, 5 anni per Angelo e Salvatore Travali, 2 anni e 2 mesi per Nicoletta Torri, 4 anni e 8 mesi per Martina Giacomelli, 5 anni per Ndricim Lalaj, 2 anni e 8 mesi per Eneida Skendo, 4 anni e 6 mesi per Eduart Lala, 5 anni per Michael Consoli, 2 anni per Adriatik Deda e 4 anni e 8 mesi per Endri Kollaku. E ancora hanno chiesto 6 anni per Gioacchino Iazzetta, 6 anni e 6 mesi per Salvatore Di Girolamo e 4 anni e 8 mesi per Angelo Di Girolamo, 2 anni e 4 mesi per Antonio Sellacci, 2 anni e 4 mesi per Francesco Falcone, 2 anni e 8 mesi per Stefano Venditti, 2 anni e 8 mesi per Mario Braganti, 5 anni e 4 mesi per Gianni Tramentozzi, 3 anni per Marco Quattrociocchi e, infine, 2 anni e 2 mesi per Andrea Lazzaro.

I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata, ricettazione, detenzione illegale e spaccio aggravati di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di arma da sparo.

L’udienza è stata quindi rinviata al 27 ottobre per l’inizio delle discussioni delle difese, che saranno calendarizzate.

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Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria.