“Certificato pazzo”, clienti anche da fuori Latina per le invalidità comprate al discount

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Undici persone sono state arrestate questa mattina all’alba dal Nas di Latina e di Roma, su esecuzione di un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Latina, Giuseppe Cario. il provvedimento è stato richiesto dai pm Carlo Lasperanza e Giuseppe Miliano. Nove indagati sono finiti in carcere, mentre 2 sono ristretti ai domiciliari.

Tutti ruotavano, secondo gli investigatori, intorno ad un medico del centro di salute mentale di Fondi che avrebbe messo in piedi un vero e proprio “discount” del certificato. Da qui il nome dell’operazione “Certificato pazzo” che il procuratore aggiunto Carlo Lasperanza ha rinominato “Punta dell’iceberg”. “Si tratterebbe infatti soltanto di una piccolissima parte di quanto sarebbe avvenuto in questi ultimi anni, anche se i numeri sono eclatanti.

In 40 giorni in cui le telecamere hanno registrato quanto avveniva nello studio di Quadrino, sarebbero stati accertati 150 certificati falsi e indagate 70 persone per corruzione di pubblico ufficiale.

“Si trattava – ha detto Lasperanza – di un sistema fortemente oleato. Tantissime persone si rivolgevano al medico e a chi gli portava clienti. Il medico era completamente a disposizione”. “Dimmi cosa ti serve per ottenere il massimo dei benefici” diceva a chi andava da lui.

Per aggravare una invalidità e ottenere la relativa pensione chiedeva 100 euro. Spiegava come rispondere alle domande durante i controlli e quali medicine portare e si assicurava bene che i pazienti non le prendessero perché poteva essere pericoloso per la loro salute. Farmaci che comunque e venivano richiesti sulla base di malattie false e pagati dal Servizio sanitario nazionale.

Se il cliente voleva mantenere la possibilità di guidare allora il certificato veniva fatto per una invalidità meno importante. La persona avrebbe preso meno soldi, ma avrebbe mantenuto la sua indipendenza.

Il medico poteva anche rilasciare, per meno di 50 euro, una serie di agevolazioni per possesso di armi e armi da caccia a persone che non ne avevano i requisiti, tra cui quelli psichici. In questo contesto sono state sequestrate 104 armi. E, cosa ancora più grave, il dottore avrebbe rilasciato certificati per chi era in carcere o ai domiciliari, per ottenere misure meno restrittive e permessi per andare dal medico, utilizzati ovviamente per fare altro.

Questa mattina in conferenza stampa, per approfondire ogni aspetto della brillante operazione, erano presenti oltre al pubblico ministero, anche il comandante provinciale dei carabinieri di Latina, Gabriele Vitagliano, il comandante del Nas di Latina, Egidio Felice e il comandante del Nas di Roma, Erasmo Fontana.

La voce dei certificati facili e a basso costo aveva raggiunto anche la capitale e qualcuno da Roma aveva chiesto il servizio. Per questo avevano cercato anche di giustificare in qualche modo la “trasferta”, con attese troppo lunghe nel distretto di origine o con una conoscenza avvenuta in vacanza al mare tra medico e paziente. La questione era nota a molti, ma più che una protezione, il medico avrebbe beneficiato per molto tempo di una sorta di indifferenza. Nessuno ha mai presentato denuncia.

Al termine della conferenza stampa i carabinieri hanno invitato chiunque abbia usufruito di questi certificati, senza averne i requisiti, a recarsi in caserma per consegnare le armi, o comunque a spiegare i fatti. Già qualcuno si è rivolto, questa mattina, al Nas di Latina.

In tutti i casi saranno visionati tutti i certificati rilasciati dal medico di Fondi per le verifiche del caso.

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