Igiene urbana a Latina, ufficializzato l’annullamento bis della gara

Daniela Ventriglia, dirigente comunale del servizio Appalti e contratti

Ufficializzata con determinazione del servizio Appalti e contratti del Comune di Latina l’esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato, relativa alla gara del servizio di igiene urbana, nelle modalità preannunciate dal sindaco Damiano Coletta nella seduta di Consiglio comunale dell’8 aprile scorso.

Alla luce della sentenza de quo, la numero 1687/2019, con la quale è stato dichiarato illegittimo il ritiro della gara stabilito dall’ufficio comunale preposto il 13 luglio 2017, la dirigente Daniela Ventriglia, con determina 904 del 20 maggio 2019, pubblicata oggi all’albo pretorio, ha quindi nuovamente annullato la gara europea per l’aggiudicazione del servizio di raccolta dei rifiuti nel capoluogo pontino, risalente all’epoca del commissario straordinario Giacomo Barbato. Per la precisione ha riannullato due determine, quella del 2015 dell’approvazione degli atti di gara, e quella del 2016 di rettifica al disciplinare e proroga della scadenza dei termini per la presentazione delle offerte.

L’avvio del procedimento del nuovo annullamento è stato inviato il 3 aprile 2019, tramite pec, alle due ditte che avevano partecipato alla gara, la De Vizia Transfer e la Sangalli, dando loro 15 giorni di tempo per eventuali osservazioni (circostanza da noi anticipata in altro servizio, leggi qui). Il 18 aprile 2019 è pervenuta al Comune una memoria procedimentale della De Vizia Transfert (che per altro ha presentato anche una richiesta di revocazione della sentenza in questione, come confermato la scorsa settimana anche dall’avvocato del Comune, leggi qui) con la quale chiede di rivalutare le raccomandazioni dell’Anac e la legittimità e l’opportunità degli atti di costituzione dell’azienda speciale Abc.

Ad ogni buon conto il ragionamento che anima la nuova determinazione della dottoressa Ventriglia è il seguente.

Cosa ha detto l’Anac? “Richiamava l’attenzione del Comune di Latina – scrive la dirigente nella determinazione pubblicata oggi – a valutare la rimodulazione della lex specialis avendo rilevato che i requisiti di partecipazione erano restrittivi della concorrenza e pertanto non in linea con la scelta della procedura ad evidenza pubblica”. Quindi, anche qualora si volesse correggere i requisiti di partecipazione – spiega Ventriglia – la gara va comunque annullata, almeno come primo passo da compiere, rinviando “agli organi competenti per l’adozione degli atti conseguenti”.

In merito alla seconda doglianza della De Vizia “la valutazione della legittimità e opportunità della costituzione dell’azienda speciale resta in capo al Consiglio comunale – si legge nell’atto della dirigente – e non attiene alle competenze del servizio che espleta le procedure di gara”. Una nota dolente per l’amministrazione comunale, considerando le polemiche emerse proprio su questo punto cruciale della complessa vicenda.

In vero sulla legittimità di Abc non c’è mai stato un pronunciamento “chiaro” di competenza della giustizia amministrativa (il Tar non è entrato nel merito e il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza difficile da decifrare) e in quanto all’opportunità della costituzione il Consiglio comunale si è espresso l’8 agosto 2017 con l’approvazione degli atti istitutivi dell’Abc.

La dottoressa Ventriglia nella sua nuova determina scrive in un passaggio: “Atteso che l’entità del valore della gara (quella indetta nel 2015,ndr) e della strategica importanza del servizio raccolta e trasporto rifiuti, in quel momento storico (pre-costituzione di Abc, ndr) e allo stato attuale l’annullamento in autotutela è risultato essere il procedimento più idoneo al fine di garantire e dare seguito agli atti vigenti, considerati i gravi rilievi di illegittimità segnalati dall’Anac e condivisi e fatti propri da questa Amministrazione”.

Questa storia finisce qui? Agli atti del Comune resta la determina a contrarre del servizio Ambiente del Comune e la lettura della sentenza del Consiglio di Stato fornita la scorsa settimana dall’Avvocatura comunale secondo la quale la pronuncia oltre a dichiarare illegittimo il precedente ritiro della gara, perché concluso senza permettere ai concorrenti interessati di interloquire in alcun modo, richiedeva un raffronto tra l’interesse pubblico e quello privato sacrificato. E resta attiva la richiesta di revocazione della sentenza del Consiglio di Stato con la quale De Vizia chiede la sospensione degli effetti della sentenza lamentandone l’illegittimità nella parte in cui il giudicante non ha dichiarato l’illegittimità della delibera di Consiglio comunale numero 70 dell’8 agosto 2017 con la quale si è costituita l’Abc, funzionalmente connessa all’atto di ritiro della gara (annullato dallo stesso Consiglio di Stato).

 

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