Latina, lo sfogo di Miele: il vero bene comune è liberare la città da Coletta

Giovanna Miele
Il vero bene comune è liberare la città da Coletta e Latina Bene Comune“. Giovanna Miele, consigliera comunale e provinciale di Forza Italia guarda in faccia l’amministrazione comunale di Latina e fa un bilancio pessimo di tre anni di governo.
Quel “toto cambia” promesso in realtà, per l’esponente azzurra, si è rivelato solo uno slogan: “In tre anni il palazzetto dello sport – afferma – ha visto più ordinanze in deroga per essere aperto che operai a effettuare lavori. Il teatro D’Annunzio è ancora chiuso e non sappiamo se e quando sarà riaperto. La biblioteca comunale doveva essere ristrutturata e invece da tre anni i ragazzi sono costretti a studiare d’estate senza l’aria condizionata. Per non parlare del decoro della città, dei decantati milioni di euro per rifare le strade, dell’erba alta, del degrado in cui si trovano il mercato settimanale o il lido di Latina. La situazione del ripascimento delle coste, rimane ancora un’incognita. Mesi di annunci, di incontri con gli operatori e la spiaggia che è ancora mangiata dall’erosione”.
“I grandi annunci di rivoluzione sono rimasti sulla carta, come il famoso nuovo libro, di cui non abbiamo letto nemmeno una pagina”, commenta Miele affermando che il sindaco Coletta si era “presentato alla città come una sorta di messia che avrebbe restituito dignità a Latina”. “Invece – attacca la consigliera di opposizione – si è rivelato l’ennesimo bluff del civismo. In tre anni non sappiamo cosa sia stato fatto per la Metro, per la Cittadella giudiziaria, per la Slm; non c’è un atto che mostri una programmazione, un’idea, un progetto di crescita per il territorio”.
Mette il dito nella piaga di Abc la consigliera Miele citando l’azienda speciale tra le cose fatta dall’amministrazione di Lbc, disastri clamorosi. Un disastro come “il nuovo protocollo d’intesa per l’alta diagnostica, un accordo al ribasso che svende la qualità in cambio di non si sa cosa”. E così l’azienda speciale Abc, che gestisce i rifiuti, viene definita dal sindaco qualcosa che gli altri ci invidiano. “Vorrei i nomi e cognomi di questi altri che ci invidiano un’azienda che non arriva al 30% di raccolta differenziata – insite Miele -, che non ha soldi per gli investimenti e che continua a operare con mezzi obsoleti acquistati dal fallimento della società che gestiva precedentemente il servizio”.
Cita anche il servizio di trasporto pubblico locale Giovanna Miele: “Sui bus si rischia di essere multati anche se si vuole fare il biglietto ma l’autista li ha finiti. E le corse che dovevano essere implementate, dove sono? E le colonnine digitali con i bus in arrivo?”
All’esponente di opposizione non  sfugge la questione del personale dell’ente: “Il Sistema Latina è l’alibi con cui Coletta prova a coprire i suoi fallimenti. Lo fa addossando la colpa ai lavoratori del Comune, un gesto vergognoso. I dirigenti che sono fuggiti in massa dopo essere stati scelti direttamente da Damiano Coletta, sono anche loro vittime del Sistema Latina? O forse si sono allontanati in fretta da una amministrazione incapace di programmare, lavorare, progettare? Una giunta che riesce a perdere 824 mila euro per la riqualificazione del Lido, nonostante la Regione Lazio che stava stanziando i soldi, abbia reiteratamente sollecitato, dando una, due, tre possibilità al Comune? Ci risponda il sindaco, spieghi se è in grado”.
E infine il caso di consiglieri e assessori che si dimettono “perché non riescono a conciliare lavoro e gestione della cosa pubblica”. “E cosa si sono candidati a fare- domanda retoricamente la consigliera – ? Perché una persona accetta un incarico assessorile per poi lasciarlo dopo pochi mesi? Questo non è difesa dell’interesse comune. Fare politica significa mettersi a disposizione degli altri togliendo spazio, tempo e risorse alla propria vita, ai propri cari, al proprio lavoro. Questo è bene comune”.

“Latina ha bisogno di buon governo, di idee – conclude -, proposte, progetti. Di buona amministrazione e di facce nuove. Il vero bene comune è liberare la città da Coletta e Latina Bene Comune”.

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