“Scuole Sicure” a aule vuote, l’opposizione attacca: “Controlli a lezioni già finite”

Scoppia il caso politico intorno al progetto ministeriale “Scuole Sicure” per l’anno scolastico 2025/2026, il piano di contrasto allo spaccio nei pressi degli istituti finanziato dal Viminale con oltre 30 mila euro. Al centro del dibattito, sollevato durante l’ultima Commissione Trasparenza presieduta da Maria Grazia Ciolfi, c’è la tempistica degli interventi della Polizia Locale, concentrati tra il 9 giugno e il 9 luglio, a lezioni ormai terminate. Le spiegazioni dei dirigenti sulla scelta di presidiare gli esami di maturità non hanno placato le polemiche delle minoranze, pronte a dare battaglia sulla gestione dei fondi e sull’assenza della parte politica della maggioranza ai lavori della commissione.

Sulla vicenda, i gruppi consiliari di opposizione LBC, PD, M5S e Per Latina 2032 hanno rilasciato una dura nota congiunta:

“Si è svolta ieri la Commissione Trasparenza, presieduta da Maria Grazia Ciolfi, dedicata al progetto ministeriale “Scuole Sicure” per l’anno scolastico 2025/2026, finanziato dal Ministero dell’Interno con oltre 30 mila euro per il contrasto allo spaccio nei pressi degli istituti scolastici e il rafforzamento della sicurezza. La Commissione è stata convocata dopo quanto emerso nel Consiglio comunale del 22 giugno: gli interventi finanziati dal progetto sono stati infatti realizzati dal 9 giugno al 9 luglio, quando le scuole erano ormai chiuse. Erano presenti la Comandante della Polizia Locale Sabrina Brancato e la dirigente Daniela Prandi, mentre è risultata assente la Sindaca, così come qualsiasi rappresentante politico dell’Amministrazione, nonostante si discutesse di un tema che la maggioranza ha sempre indicato tra le proprie priorità.

Gli uffici hanno spiegato che la scelta di intervenire a giugno è stata ritenuta più efficace per concentrare i controlli durante gli esami di maturità, in coordinamento con Prefettura e Questura. Si tratta di una motivazione che non convince. Il cronoprogramma del progetto prevedeva infatti la pianificazione entro dicembre 2025 e lo svolgimento delle attività tra gennaio e maggio, con iniziative di prevenzione, formazione e sensibilizzazione nelle scuole. Questa programmazione non è stata rispettata. Non convince nemmeno la scelta di concentrare gli interventi quasi esclusivamente sui maturandi, dato che il fenomeno dello spaccio riguarda anche studenti molto più giovani e un progetto di questo tipo dovrebbe raggiungere l’intera comunità scolastica, non una parte limitata.

Le opposizioni hanno inoltre richiesto tutta la documentazione amministrativa ed economica del progetto, dagli impegni di spesa agli ordini di servizio, fino agli atti che hanno portato allo slittamento degli interventi. Resta una domanda semplice: perché un progetto pensato per la sicurezza nelle scuole è stato realizzato quando le scuole erano chiuse? Come opposizioni continueremo a seguire gli atti e, in vista del prossimo anno scolastico, avanzeremo proposte per migliorare il progetto. Chiederemo una programmazione molto più tempestiva, tempi certi e un coinvolgimento anticipato delle istituzioni affinché le attività si svolgano durante l’anno scolastico. Proporremo inoltre di rafforzare la componente preventiva, educativa e di sensibilizzazione, affiancando ai controlli interventi strutturati rivolti agli studenti e contribuendo fin dalla fase progettuale a un utilizzo ancora più efficace delle risorse ministeriali”.