Si chiude senza una condanna il processo legato al piano integrato di Sperlonga, che vedeva tra i principali imputati l’ex sindaco Armando Cusani e l’architetto Luca Conte. Il giudice monocratico del Tribunale di Latina ha dichiarato la prescrizione per i reati di lottizzazione abusiva, ponendo fine a una vicenda giudiziaria iniziata quasi dieci anni fa.
L’inchiesta era scattata nel 2015, quando i Carabinieri avevano sequestrato un intero quartiere in via Omero. Secondo l’ipotesi accusatoria, quello che doveva essere un progetto di riqualificazione urbana si era trasformato in una vera e propria speculazione edilizia: al posto delle opere pubbliche previste, erano sorte villette private e parcheggi a pagamento. Il Comune, secondo gli inquirenti, avrebbe utilizzato lo strumento del piano integrato per favorire l’edilizia speculativa a discapito dell’interesse collettivo.
L’indagine era nata grazie a un esposto del consigliere comunale Benito Di Fazio, scomparso nel 2016, che per anni aveva denunciato le anomalie del progetto. Nonostante la decisione del giudice, il pubblico ministero Giuseppe Miliano ha sostenuto fino all’ultimo che il reato non fosse prescritto, puntando anche alla possibile confisca dell’area. Per capire le ragioni tecniche che hanno portato alla chiusura del processo, si dovranno ora attendere le motivazioni della sentenza.









