Morte di Gianmarco Pozzi, nuovi accertamenti sul cellulare

L’inchiesta sulla morte di Gianmarco Pozzi non è chiusa. A quasi sei anni dal decesso dell’ex pugile, avvenuto a Ponza il 9 agosto 2020, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino ha respinto la richiesta di archiviazione, disponendo un supplemento d’indagine e nuovi approfondimenti investigativi.

Tra gli accertamenti ritenuti prioritari c’è una nuova analisi del telefono cellulare della vittima, considerato uno degli elementi chiave per ricostruire le ultime ore di vita del giovane. Secondo la famiglia, assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo, proprio dal dispositivo potrebbero emergere dettagli finora rimasti nell’ombra.

Al centro dell’attenzione c’è una telefonata partita dal cellulare di Pozzi pochi minuti dopo l’orario in cui sarebbe avvenuta la morte. Una circostanza che, secondo i familiari, merita di essere chiarita e che potrebbe fornire elementi utili agli investigatori. In una precedente consulenza tecnica il telefono era stato reso inaccessibile durante le operazioni di sblocco, impedendo di approfondire alcuni dati.

La decisione del gip rappresenta un importante risultato per la famiglia, che da anni chiede di proseguire le indagini ritenendo ancora irrisolti diversi aspetti della vicenda. Negli anni il caso è stato collegato anche alle inchieste sul traffico di droga presente sull’isola di Ponza, tema finito anche all’attenzione della Commissione parlamentare Antimafia.

Ora la Procura dovrà riprendere gli accertamenti, effettuare i nuovi approfondimenti disposti dal giudice e rivalutare gli elementi raccolti, a partire proprio dal telefono della vittima. Un passaggio che potrebbe contribuire a fare maggiore chiarezza su una morte che continua a sollevare interrogativi e sulla quale i familiari chiedono ancora verità e giustizia.