Latina perde risorse fondamentali per il sociale e rinuncia a interventi strategici della Missione 5, quella dedicata all’inclusione e alla coesione. Il grido d’allarme arriva da Latina Bene Comune (LBC), con la segretaria Elettra Ortu La Barbera e i consiglieri Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Isotton che denunciano una città ferma mentre i comuni vicini corrono. A causa dell’incapacità di trovare immobili idonei e di rispettare le strette scadenze del 2026, gran parte dei progetti per il rafforzamento del welfare locale non saranno realizzati. Il bilancio è pesante: dei tre percorsi di autonomia per disabili previsti ne resta solo uno, mentre svaniscono nel nulla il progetto “Housing First” contro la povertà estrema e la “Stazione di posta” per i senza fissa dimora. Persi persino i fondi promessi per la lotta al caporalato dopo la tragedia di Satnam Singh.
“Il danno economico complessivo per il settore sociale è stimato in circa 4 milioni di euro” spiegano i rappresentanti di LBC, sottolineando che non si tratta solo di edifici persi, ma di servizi essenziali che vengono a mancare. “Risorse che non erano destinate solo a infrastrutture, ma anche al potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare e al sostegno degli operatori sociali, già oggi esposti a condizioni di forte stress e rischio burn-out”. Secondo l’opposizione, molti di questi interventi erano stati avviati dalla precedente amministrazione, ma l’attuale giunta ha proceduto a una rinuncia o a una drastica rimodulazione, certificando il fallimento nel gestire i tempi del PNRR.
La critica politica si fa ancora più dura quando tocca la gestione dei Centri anziani, ancora senza risorse e senza una programmazione per la sicurezza delle sedi. “Ancora una volta denunciamo una grave mancanza di sensibilità politica verso i temi del welfare” continuano la segretaria e i consiglieri, evidenziando quella che definiscono una contraddizione imbarazzante: “Perdere 4 milioni di euro destinati alle categorie più fragili rappresenta un fatto estremamente serio. Ancora più paradossale è che la sindaca ricopra un ruolo nazionale in Anci proprio sul welfare: una contraddizione che non può passare sotto silenzio”. Per LBC, insomma, è tempo di un netto cambio di passo per rimettere al centro della città la tutela dei più vulnerabili.









