Una nuova operazione di controllo contro il lavoro nero e lo sfruttamento della manodopera nell’agricoltura pontina. L’operazione, inserita nell’ambito dei piani di controllo coordinati dal Comando Regionale Lazio della Guardia di Finanza, ha visto i finanzieri della Compagnia di Terracina fare irruzione in un vasto appezzamento di terreno a Priverno, svelandovi una complessa situazione di irregolarità occupazionale.
Le indagini, supportate dai mezzi e dal personale del Reparto Aeronavale Lazio a seguito di un’attenta attività info-investigativa, si sono concentrate su una società di capitali con sede legale a Roma, la quale gestiva a Priverno la coltivazione intensiva di fragole attraverso un contratto di locazione dei terreni. Al momento dell’accesso nei campi, i militari hanno sorpreso 28 braccianti di nazionalità indiana impiegati nella raccolta dei frutti.
Dalle verifiche documentali eseguite nell’immediato è emerso come per ben 17 dei 28 braccianti identificati non fosse mai stata inoltrata alcuna comunicazione preventiva di assunzione, configurando a tutti gli effetti la condizione di lavoratori “in nero”. Ulteriori approfondimenti hanno inoltre consentito di accertare gravi irregolarità nella corresponsione degli stipendi, affidata a strumenti di pagamento non tracciabili in palese violazione delle disposizioni di legge volte a contrastare il fenomeno delle retribuzioni fuori busta.
A fronte delle violazioni riscontrate, le Fiamme Gialle hanno contestato al rappresentante legale dell’azienda sanzioni amministrative pecuniarie che sfiorano complessivamente i 220mila euro: fino a 200mila euro per l’impiego di manodopera non regolarizzata e fino a 20mila euro per la mancata tracciabilità dei pagamenti. L’intervento testimonia ancora una volta l’impegno profuso dalla Guardia di Finanza di Latina nel contrasto al sommerso da lavoro e al caporalato nel settore agricolo, a tutela sia dei diritti fondamentali dei lavoratori sia della leale concorrenza tra le imprese del territorio.











